sabato 17 gennaio 2015

Recensione: "Half Bad" di Sally Green

TITOLO: Half Bad
AUTORE: Sally Green
EDITORE: Rizzoli
PREZZO: €15.00

TRAMA:
La magia esiste, ed è spaccata da una guerra millenaria. Appartenere a un fronte definisce il ruolo di ciascuno nel mondo, garantisce compagni e alleanze; ma soprattutto decide chi sono i nemici, che vanno giustiziati senza rimorso. Nathan vive in una zona grigia: figlio di una maga Bianca e dell'Oscuro più terribile mai esistito, cresce nella famiglia materna, evitato da tutti, vessato dalla sorellastra, perseguitato dal Concilio che non si fida di lui e anno dopo anno ne limita la libertà, fino a rinchiuderlo in una gabbia. La stessa guerra che divide il mondo della magia si combatte nel cuore di Nathan, in perenne bilico tra le due facce della sua anima, che davanti alla dolcezza di Annalise vorrebbe essere tutta Bianca, e invece per reagire alle angherie si fa pericolosamente Nera. Ma è difficile restare aggrappato alla tua metà Bianca quando non ti puoi fidare della tua famiglia, della ragazza di cui ti sei innamorato, e forse nemmeno di te stesso.

RECENSIONE:

semi-spoiler

Che dire di questo libro? Da un lato non era come me lo aspettavo... ma dall'altro era esattamente come me lo aspettavo. Insomma, non voglio accreditarmi meriti di nessun tipo, ma mi conosco e inizio anche a capire qualcosa della book-community on line, e dal tipo di attenzione ricevuta da questo libro già mi immaginavo più o meno che non lo averi amato alla follia. Questo non toglie però che io sia anche rimasta spiazzata dalla storia in sé. Per dirla tutta, mi aspettavo qualcosa di più 'classico' (ambientazioni liceali, protagonisti con la lingua lunga, ecc...)... mentre mi sono trovata tra le mani un libro decisamente melodrammatico, e che si prende molto sul serio.
The Half Bad Trilogy #0.5
Per prima cosa, non è così facile relazionarsi con il protagonista, Nathan. Nonostante tutta la storia sia raccontata dalla sua voce, attraverso i suoi pensieri, non sono riuscita ad immedesimarmi troppo... al più ho provato compassione all'inizio e indifferenza dopo la metà.
Sin dall'inizio Nathan viene maltrattato, temuto e disprezzato per il solo 'crimine' di essere il figlio del più crudele Incanto Nero in circolazione (da millenni). Molte delle sue caratteristiche fisiche e dei suoi poteri emergenti ricordano da vicino quelli del padre, Marcus, e per questo il Consiglio degli Incanti Bianchi lo tiene sotto sorveglianza continua. Ovviamente questo tipo di ostracismo (per non parlare dei maltrattamenti subiti...) nei confronti di un bambino non può che portarlo a diventare un adolescente problematico.
Nathan vorrebbe diventare un anonimo Incanto Bianco per bene, ma un po' per "predisposizione naturale", un po' per reazione alle valanghe di m***a che ha dovuto ingoiare angherie subite, finisce col diventare una sorta di asociale "reduce di guerra". Senza quasi essere mai uscito dalla casa.
E' così che me lo sono immaginato basandomi sui suoi pensieri: un ragazzino dalla psiche non ancora ben definita e già spezzata.
Anche perché non puoi torturare, rinchiudere in gabbia, imprigionare ai lavori forzati e addestrare ad uccidere un adolescente, e poi non aspettarti che alla prima occasione ti accoltelli e si dia alla macchia.

Un'altra questione che mi ha reso difficile ambientarmi nel mondo creato dalla Green è che non c'è nessuno per cui tifare. Gli Incanti neri sono chiaramente dei sociopatici violenti con cui è meglio non incrociare il cammino, ma anche gli Incanti Bianchi (almeno quelli con un minimo di potere a disposizione) sono dei manipolatori sadici, marci fino al midollo. Quindi capirete anche voi perché mi sia stato così difficile affezionarmi a qualcuno al di fuori di Nathan. E pure lui....
Dopo aver ricevuto un inspiegabile addestramento militare, Nathan riesce a fuggire dai suoi aguzzini (i Bianchi...) ma a quel punto è talmente addestrato e pronoto a -quasi- ogni evenienza che risulta difficile provare ancora compassione per lui. Grosso modo ispira la stessa tenerezza di Rambo in fuga nella boscaglia.
No, in realtà probabilmente sono io ad essere troppo estrema. Nathan non è poi così "ben attrezzato" ad affrontare quello che gli sta per succedere... eppure mi dà l'idea di qualcuno che riuscirà sempre a cavarsela in qualche modo, seppur con molte cicatrici.

Ma tornando alle impressioni generali sul libro, sono molte le caratteristiche apprezzabili. La storia è strutturata in maniera interessante (per esser un primo "capitolo") e non eccessivamente scontata, il ritmo è per lo più buono e anche lo stile di scrittura -conciso e asciutto- si adatta molto bene ai pensieri di un protagonista maschile di questo tipo.
Rimane purtroppo il fatto che non sono riuscita a farmi coinvolgere eccessivamente dalla storia (soprattutto dopo "la fuga"), la sotto-trama "para-romantica" non intrigava nemmeno un po' (anzi, sembrava quasi un po' forzata dentro al racconto) e che obiettivamente non credo che mi strapperò i capelli in attesa del secondo volume, nonostante il cliffhanger.



Serena

9 commenti:

  1. Mah, è la prima recensione più tiepida che leggo.
    In ogni caso, non mi ha mai ispirato, quindi me lo evito, per il momento :)

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    1. Sì, più che tiepida non riesco ad essere nei confronti di questo libro.
      Cmq ti conviene davvero aspettare "l'ispirazione" prima di cominciarlo... chissà che con la giusta carica... ;D

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  2. Devo dire che la tua recensione, per quanto non proprio entusiasta, è quella che mi sta spingendo di più a voler leggere questo libro: trovo interessante il protagonista e la situazione in cui è cresciuto, e spero non sia solo un clichè con le gambe. Certi passati tragici possono essere interessanti se si vedono le conseguenze che causano (ovviamente imho) :)

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    1. Mah... per il momento non credo che la storia abbia raggiunto il suo pieno potenziale. Magari nel secondo...
      Però sono davvero interessata a sapere la tua opinione! ^^

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  3. Ho fatto una fatica assurda a leggerlo. Non trovavo un legame, ho trovato tutto troppo piatto e me lo immaginavo completamente diverso. Devo ancora decidere se dare una chance al secondo!

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    1. Come ti capisco. Anche io me lo sono trascinato per un po'. Il secondo contro di leggerlo, anche solo per vedere dove porterà la storia, appunto perché non era AFFATTO come me la sarei aspettata. Però diciamo pure che non credo che smanierò per leggerlo a brevissimo, ecco...

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  4. L'ho comprato per la cover e perché a metà prezzo.. Ciò fa di me una brutta persona?
    O forse sono più una brutta persona per il fatto che è lì a marcire? :D
    Mmm, da come dici mi ha ricordato i maghi della trilogia di Bartimeus.. Belli cattivelli ed egoisti pure quelli!!! Un po' di curiosità ce l'ho, dai :D

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    1. Ma infatti ogni volta che guardavo la copertina del libro mi veniva da pensare a te e al tuo Colpaccio da Libraccio XD
      Francamente penso che la serie di Bartimeus sia nettamente superiore, ma in realtà sono davvero molto diverse in termini di atmosfera (oddio, adesso ho voglia di rileggere Bartimeus... Sere, così mi distruggi!)

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  5. Non so. Mi attira ma non così tanto da essere acquistato e, successivamente, letto. Cioè, sai quante volte l'ho tenuto in mano in libreria e poi l'ho rimesso al suo posto? Non so, i facili entusiasmi della comunità online (mi riferisco a Goodreads) spesso nascondono dei libri che, dopo averli letti, piazzo senza remore tra i Francamente me ne infischio. Vero che al momento avrei un gran bisogno di sòle da leggere e distruggere – migliorano il mio umore – ma non e ho il tempo. E, be', ne ho diverse già in casa. Aggiungerne un'altra? Non so. Me lo tengo così, nel limbo. E mi fa piacere che il tuo non sia un parere bimbominkioso come quelli che ho già letto xD

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