lunedì 31 agosto 2015

Di Comics, guilty pleasure e Asgardiani misti

Premettiamo dicendo che questo post è tutta colpa di Katerina di A game of T.A.R.D.I.S.
Lei non lo sa, ma anche quando vado in modalità stealth e a malapena riesco a seguire il suo blog, la sua vocina mordace rimane sempre in un angolo della mia mente, pronta ad indicarmi i peggio guilty pleasure quando ne incontro uno. Il fatto che io senta le voci di persone che non ho mai nemmeno incontrato in carne ed ossa, probabilmente sarà argomento di discussione di una mia prossima seduta da un professionista.

Dal giorno 1 sono stata una fedele ammiratrice della rubrica Comics Experience, nella quale la buona Kate tenta di riassumere i mille epici non-sense delle saghe del Mitico Thor (e degli ancor più mitici Odino e Baby-Loki), precipitandomi spesso nelle più vergognose sghignazzate pubbliche della mia carriera di pendolare. Va da sé che appena mi sono trovata sotto mano il primo numero della saga di "Thor" in cui Thor è DONNA l'ho fatto mio e me lo sono letto con gusto. Potrei cercare di giustificarmi dicendo che l'ho iniziato per lo splendore dei disegni, per il valore letterario.... ma a questo punto non mi spreco nemmeno in giustificazioni, perché non avrebbero alcun senso a fronte della seconda e terza parte del post di oggi. Leggere per credere.
E poi, mi sembra che la figaggine di questa immagine parli abbastanza da sola:


La storia della Goddess of Thunder inizia dopo che Thor, per motivi che dovremmo aver letto altre testate per conoscere, è diventato unworthy e quindi ha perso la capacità di sollevare Mjölnir. Ci mettono un'intero numero a presentarci la situazione, ma ecco che alla fine compare questa misteriosa donna con elmetto strategico, che riesce dove tutti gli altri (compresi Odino) hanno fallito e solleva Mjölnir. Spada-nella-Roccia style. 
Quella però era la parte facile: adesso la nuova Thor deve imparare ad usarlo (il volo in particolare sembra abbastanza complicato da gestire) e, soprattutto, deve imparare ad essere una degna "Thor" anche quando il martello non è a portata di mano. La nuova Goddess of Thunder comunque è veramente BAD ASS, infatti riesce a tenere testa a Giganti di Ghiaccio, semi-Minotauri, Elfi Oscuri e anche lo stesso The-Asgardian-formerly-known-as-Thor che non ha preso benissimo l'idea di essere stato rimpiazzato. Lady Thor ed ex-Thor iniziano quindi di punto in bianco a combattere tra di loro (con grande ed esilarate sgomento dei cattivi di turno che si vedo accantonati in un angolo senza sapere che fare). Durante lo scontro però appare chiaro che non solo il vecchio Thor (che da ora chiameremo col suo patronimico: Odinson) non è ancora degno di Mjölnir, ma anche che la nuova Lady Thor è persin più brava di lui a sfruttare la magia di Martello in battaglia
Nonostante tutto la situazione rimane piuttosto complessa per Lady Thor, perché ora si ritrova con un Odinson che gira con una "pergamena di sospettate" (LOL) per cercare di scoprire quale sia la sua vera identità e un Odino infuriato alle calcagna che le spedisce un Distruttore da combattere, per riprendersi il Martello. 
Piccola parentesi a questo punto: fin qui anche il lettore non ha idea di chi sia la nuova Thor. Ci viene dato qualche para-indizio dal momento che la Goddess of Thunder parla sì con quel linguaggio arcaico ed altisonante tipico di Asgard ma nei monologhi interiori la sua parlata sembra piuttosto terrestre (come sottolinea anche il cambio di font nella tavola)...
Le cose non sembrano mettersi particolarmente bene per la Dea del Tuono, ma per Fortuna ecco arrivare in suo soccorso Odinson e un po' tutte le super-eroine dell'universo Marvel, perché: perché no. Questo però, di fatto, azzera la lista delle sospettate di Thor, dal momento che tutte le papabili al titolo sono presenti.... Eccetto che: no, una delle ipotesi già scartate da Odinson si rivela invece, (anche se solo al lettore) essere proprio la nuova Dea de Tuono.
Spoiler
E, nella fattispecie, stiamo parlando della morente Jane Foster, malata di cancro (e quindi con un alibi perfetto), ma rinvigorita dalla magia di Mjölnir e quindi in grado di svolgere il suo nuovo ruolo. E lo fa pure con una motivazione piuttosto valida: la Dea del Tuono è resa degna dalla sua umiltà di essere mortale e determinata fino alle estreme conseguenze a fare la cosa giusta. 
Insomma, sappiamo tutti che prima o poi Thor si riprenderà titolo e martello, ma per il momento sono assolutamente soddisfatta di questa variazione sul tema. 





E ora veniamo alla parte di post che da sola giustifica la seconda metà del titolo. Perché, ad onor del vero, l'occhietto mi è caduto anche su una serie intitolata "Loki - Agent of Asgard", testata caratterizzata da:
1) un Loki con fattezze sospettosamente TomHiddelston-iane
3) un numero eccessivo di riferimenti oscuri gli One Direction


Mi puzzava un po' di manovra commerciale, quindi (facendo finta di nulla come poche altre persone al mondo) ho aperto la prima pagina... E a quel punto ho direttamente sentito l'eco delle risate di conferma dei dirigenti Marvel.

Ragazzi, devo anche commentare?? Insta-buy, perché ha l'aria di una di quelle robe innecessarie e pretestuose all'ennesima potenza, e non poteva rimanere lì. Per dire che, tra i due, "Thor" era la lettura culturale, eh.
Insomma, 'sto "Loki Agent of Asgard" è costituito al 50% di fan-service, al 50% di filler e al 50% di esattamente-la-storia-che-ti-immagini-per-un-fumetto-su-Loki-modernizzato-ma-lo-stesso-non-si-capisce-nulla-ed-è-una-figata.
Allora, filler fillerosi a parte, la serie è incentrata sul redivivo Loki (questa volta, in comoda età maggiorenne, perché anche l'occhio vuole la sua parte) che -oltre a mettersi lo smalto nero, versione metro-sexual- cerca di redimersi agli occhi di *inserire nome a caso* lavorando per conto del triumvirato di Sciure che ha scippato il posto d'onore a Odino su Asgard (Quando?? Come?? EH???). Il fatto che le tre tizie del caso gli diano sempre missioni piuttosto discutibili e che lui le porti a termine con mezzi ancor più discutibili, è parte del divertimento. Per capirci, nel primo numero infilza Thor con una spada, e questo è tutto dire.
Ad ogni modo, non facciamoci distrarre e torniamo alla spina dorsale della storia. Quale antagonista potrebbe essere tanto scaltro, sarcastico e malvagio da tenere testa a Loki nella testata a lui intitolata? Beh, ovviamente: un altro Loki.
In tutto questo marasma, infatti, aleggia sinistro il Vecchio-Loki, la versione cattiva-cattiverrima di Loki, proveniente da un futuro che sembra destinato a compiersi, in cui Loki è diventato direttamente il Dio del Male, senza tanti mezzi termini, e ha raso al suolo la Terra. Usando un'armata di Avengers zombificati. (FIGATA). Ovviamente il giovane-Loki non è tanto intenzionato a seguire quella strada, un po' perché vuole essere BBuono, un po' perché ha 'sto evidente problema con le autorità che non siano la sua. 
Insomma, dopo Apocalissi, morti, resurrezioni e redenzioni varie, come è possibile che Loki sia ancora destinato a percorrere la strada verso la rovina? La risposta in realtà è piuttosto semplice: nonostante tutto l'impegno e la buona volontà di Loki-BBuono, Vecchio-Loki gli mostra che anche in futuro né gli dei né gli Avengers riusciranno mai a fidarsi di lui, e quindi Loki deciderà di avere la svolta malvagia, e it's all downhill from here.



In tutto questo ci godiamo (oltre a delle back-story da sbadiglio) dei momenti di grande gioia, tipo una conversazione ai limiti del non-sense tra Loki-Vecchio, Loki-Giovane e Loki-Bambino (??? e LOL in egual misura) e soprattutto i mille mila asterischi che la Marvel ci mette per ricordarci che per capire tutto dovremmo leggere altre 27 testate, di cui alcune non sono nemmeno ancora uscite.

Per il momento sono arrivata a leggere al volume #14, in cui Loki esplode come un mortaretto, poi torna in vita in una versione ancora più figa della precedente, si auto-proclama Dio delle Storie (e degli Eufemismi, a quanto pare) e immediatamente applica la regola 63 di internet, trasformandosi nella sua versione femminile. perché lui PUO'.

Davvero pensavate che non l'avrei usata? Stolti...
Vedremo come procede.



Dulcis in fundo, ecco ci arrivati a parlare dell'ultima testata asgardiana che sto seguendo. 
Ormai (momentaneamente) orfana della mia prediletta Thor-donna e ancora attanagliata da quel languorino che non è proprio fame ma più voglia di qualcosa di buono, mi sono decisa a cominciare "Thors". Perché se c'è qualcosa che può farmi gola dopo una mini-serie con una Dea del Tuono, è un intero Distretto di Polizia Intergalattica di Divinità del Tuono.


Prima ancora di riuscire a dire DAFUQ, mi sono comparsi in scena una mezza dozzina di Thor che indagano su un serial killer che uccide le diverse versioni della stessa persona in tutti i regni. E provate un po' ad indovinare chi è la disgraziata in questione? Giaà.....


Per il resto, adoro che questa serie abbia abbracciato il lato poliziesco nel suo estremo più assurdo con tanto di coppie di partner che investigano insieme, il bar dove i Thor si riuniscono dopo il lavoro, il capo della polizia che minaccia di ritirare Distintivo e Martello...

Non chiedetemi perché tra tutti mi è venuto in
mente questo capo di polizia
Il Thor principale della storia e Thorlief, che è talmente Figo e Leggendario da essere chiamato Ultimate Thor, perché a quanto pare ha arrestato 13 Hulk in una sola notte.... 

YEEEAAAHHH!!!!!!!!!!!!
In realtà non sono andata molto avanti e sono ferma al primo volume, ma il coefficiente di figaggine si questa testata è già alle stelle.
E occhio alle chicche, come il Thor-Groot che continua a ripetere "I am Thor!" e il CSI Throg (e anche Tempesta-Thor è piuttosto badass)


Quindi per oggi è tutto. Non so se riprenderò mai l'argomento fumetti o se questo sarà un post one shot, ad ogni modo mi auguro che lo abbiate apprezzato.
A presto!

Serena



P.S: E in caso qualcuno se lo stesse domandando: Odino è un dick-head in tutte le versioni di tutte le testate. E' bello avere delle certezze nella vita.

lunedì 17 agosto 2015

Up Next - 5 libri "Currently Reading" da un bel pezzo

Buondì a tutti!
Dopo un'altra delle mie interminabili pause, il post di ripresa non poteva che essere un elenco di libri cominciati in un afflato di presunzione letteraria e mollati a metà in attesa di tempi migliori. Perché that's how I roll.
Questa volta con didascalie incluse.

Storia di una ladra di libri
di Mark Zusak


Per favore, non lapidatemi.
Troppe aspettative, troppa pubblicità, troppe pagine. Per le prime 50 pagine ho pensato che fosse oro, poi la monotonia della voce narrante ha cominciato a darmi sui nervi, e alla fine l'ho abbandonato fino alla scadenza del prestito. Prima o poi ritenterò, ma per il momento la sola idea mi fa sbadigliare.


Mistborn - L'ultimo impero
di Brandon Sanderson


Caro Brandon Sanderson, capiamoci bene: io ti stimo immensamente. Ho letto e apprezzato altri tuoi libri, ho la ferma intenzione di concludere non solo questo primo libro, ma tutta la serie, e sei adorabilmente somigliante ad un bradipo. Ma queste sono 704 pagine stampate in Times New Roman -2 e io ho bisogno di tempo.
Comunque quello che ho letto fin'ora mi pare notevole. 


Outlander 
di Diana Galbadon


896 pagine.
896 pagine in lingua originale.
896 pagine di una roba che di fatto so come va ha finire perché mannaggia a me ho visto l'omonima serie tv, che non mi è piaciuta nemmeno tanto, e comunque nel libro succede pure meno roba (Dio sia lodato).
Ancora una volta: mi ci vorrà tempo.

Stone Cold Touch
di Jennifer L. Armentrout

Quando anche la ragazza in copertina sembra disinteressata alla vita, è arrivato il momento di porsi delle domande. Questo è il seguito di un dei 700 libri scritti dalla Armentrout, un'opera magna che per amore di brevità potrei commentare in fantozziana maniera. Il primo lo avevo finito perché ormai dovevo sapere a che diamine di punto sarebbero arrivati (me lo sto ancora domandando), ma questo non vuol dire che abbia i nervi per portare a termine anche il secondo. Soprattutto se fino a pagina 30 ho trovato più cliché che preposizioni.
Ma tanto lo sappiamo tutti che prima o poi cederò e lo riprenderò in mano, vero?


Morty L'apprendista
di Terry Pratchett


Hey, non mi guardate così. Questo è stato un incidente. L'ho cominciato e poi ho deciso di leggere prima la serie della Guardia Cittadina. La serie di MORTE è la prossima.





E anche per oggi è tutto. Ora scusate, ma vado ad abbandonare qualche altro libro.

Serena

venerdì 7 agosto 2015

Recensione: "Il segreto del libro proibito" di Karen Marie Moning.

TITOLO: Il Segreto del Libro Proibito
AUTORE: Karen Marie Moning
EDITORE: Leggereditore
PREZZO: € 9.90

TRAMA: 
Un libro proibito che viene dal passato. Una libreria, la porta verso un'altra verità. Un libraio misterioso e le sue ombre. Una donna e un destino legato a quello dell'umanità... Quando la sorella viene uccisa, Mac Lane è costretta a mettere in dubbio la sua stessa identità. Con un solo indizio, la ragazza parte per l'Irlanda, decisa a vederci chiaro. Da subito comprende che non si tratta di un semplice omicidio. Chi era realmente sua sorella? E perché ha provato a decifrare l'antichissimo Sinsar Dubh?

RECENSIONE:

Ed eccomi qui a gettarmi in pasto ad una nuova interminabile serie, all'insegna del "la mia amica mi ha obbligata". Perché chi non ha amici che ti minacciano per spingerti a leggere dei libri che a loro sono piaciuti??

E adesso provate a impedirmi di utilizzare
gif di LSP come non ci fosse un domani...
Mackayla Lane è una moderna southern belle, immersa fino alla radice dei capelli in moda, trucchi e spensieratezza, almeno fino a quando l'improvvisa e violenta morte della sorella Alina non la spinge fino a Dublino in cerca di risposte e giustizia. Non appena arrivata, però, finisce coinvolta nella caccia all'antico e potentissimo libro magico del titolo e nel bel mezzo di un'invasione silente di Unseelie. A quanto pare questa reliquia di Magia Nera è ricercata da tutti: Seelie, Unseelie, umani... e Mac è una delle poche in grado di avvertirne la presenza in quanto Veggente. 
Quindi fino a qui abbiamo un po' la classica storia di epifania paranormale: un ragazza qualsiasi (possibilmente la meno probabile del mazzo) di punto in bianco scopre di essere potentissima ed essenziale per la sopravvivenza del genere umano.
C'è di buono che Mac non possiede proprio tutte le caratteristiche insopportabili delle protagoniste di genere. Fino a qui si è capito che le piace il rosa (e, francamente, anche meno descrizioni di outfit e accessori scintillanti sarebbero benaccette) e che nonostante la sua inesperienza e assoluta ignoranza in materia, preferisce rimboccarsi le maniche e fare qualcosa (anche se spesso epicamente sbagliato) piuttosto che piagnucolare. Quasi sempre.


Per sua fortuna e sfortuna, incrocia la sua strada con Gideon Barrons, uno dei tanti contendenti al libro. Barrons è, da una parte, fascinoso, tenebroso e le salva la vita in più di un'occasione, ma dall'altra è cinico, spietato, possessivo e la tratta alternativamente come un'idiota o un oggetto, e la tiene quasi costantemente in ostaggio. 
Un altr personaggio momentaneamente secondario ma da menzionare è V'lane, principe della corte Seelie, in grado si scatenare una specie di frenesia sessuale nelle sue vittime... il che dà il via a tutta una serie di siparietti a metà tra l'ilare e l'esplicitamente erotico ogni volta che incontra Mac. 

In questo libro ho riscontrato un un problema e un semi-problema.
Il "problema che non è un problema" è proprio il protagonista maschile. Barrons è un 'personaggio' molto funzionale alla storia, ma un pessimo 'protagonista'. Mi spiego. E' senz'altro un personaggio interessante, che dà un grosso contributo nel rendere la storia avvincente, però per me è davvero difficile considerarlo uno dei 'buoni', uno di quelli per cui dovrei tifare. Insomma, mi da abbastanza fastidio come persona. Certo, se l'autrice dovesse riuscire a farmi cambiare idea nel corso della serie, con un'evoluzione caratteriale, avrebbe tutto il mio rispetto. Ma per il momento il suo modo di fare mi mette a disagio... anche se questo non toglie che per il momento sia un dei giocatori più interessanti della partita.
E ora veniamo al problema vero: questo libro è corto. In realtà, se mi soffermo a pensarci, alcune cose sono successe... eppure continuo a pensare a Il segreto del libro proibito come ad un "mezzo libro". Non è assolutamente una questione di dimensioni fisiche, ma lo svolgimento degli avvenimenti in generale e lo scontro finale anti-climatico mi danno l'impressione che questo sia un libro "incompleto".

In fine, nonostante tutto, voglio dare un 3.5 sulla fiducia. Perché ok che è la serie sarà lunga, ma spero davvero che arrivi da qualche parte.