domenica 29 novembre 2015

Acquisti Recenti a.k.a. 'Come pagare il mutuo a Cassandra Clare'


Buondì a tutti!
Oggi ultimo post facile-e-veloce del mio periodo sloth, perché da dicembre si cambia musica (vedrete...)

questa la userò UN SACCO
Detto questo, oggi vi presenti i miei ultimi acquisti, che sono stati effettuati
1) per amor di completezza (non ce la posso fare ad avere la serie incompleta)
2) perché la Mondadori faceva il 25% sugli Oscar
3) perché Cassandra Clare è Cassandra Clare.
Dunque ho approfittato degli sconti per terminare la serie "The Mortal Instruments" che già avevo letto ma non acquistato, e direi che fino a Natale possiamo riporre il portafogli in un luogo sicuro.


 



A presto!!
Serena

venerdì 20 novembre 2015

The Flash - Season 1

Eccoci qui. 
Con ritardo che ha del paradossale vista la serie di cui andremo a discutere, ecco che anche io mi decido a pubblicare il mio commento sulla PRIMA STAGIONE del Velocista Scarlatto (Cielo, quanto odio questo appellativo...).


OVVIAMENTE SPOILER

Già il Pilot di The Flash meriterebbe 3 post solo per lui. Sembra creato e scritto apposta per far venir fuori il mio lato peggiore e farmi criticare ogni centimetro di pellicola. E ne ho amato ogni minuto.
Non era tanto la qualità di un "So-Bad-It's-Good", quanto di un "Sono adorabilmente idiota, e ne sono consapevole". 

Solo nel primo episodio abbiamo: flashback dell'infanzia di Barry, Dio ce ne scampi la sigla-narrazione iniziale, l'introduzione di tutti i personaggi più o meno secondari, l'inizio del lavoro di "supereroe" di Barry, babbole scientifiche a non finire, e sopratutto: la non-love story più awkward si sempre (e il cameo, non dimentichiamoci il cameo...).
La strana relazione tra Barry e Iris fatta di mezze frasi e fraintendimenti appariva chiara sin dalla lettura della sinossi, ma mai avrei pensato fosse possibile raggiungere vette di tale esilarante crudeltà. Iris è un mostro: non solo è completamente cieca e non si caga Berry nemmanco di pezza, ma corona la sua insensibilità con frasi castranti, del tipo:


Praticamente ogni volta che Iris apriva la bocca, sembrava di assistere ad un cacciatore di frodo che prende a mazzate un cucciolo di foca. Era genuinamente doloroso (e deliziosamente esilarante) assistere alle loro interazioni, ma se non altro Grant Gustin ha avuto la possibilità di mettere a frutto tutte le sue più pucciose espressioni da cucciolo indifeso. 

Awww....

La cosa meravigliosa è che questa volta non ci si prova nemmeno a velare ammiccamenti ed espedienti, e quindi ecco subito comparire sensori a forma di saetta, il soprannome inventato su due piedi da Oliver/Arrow (che in un cameo di 1 minuto e mezzo ci regala un momento densissimo e catartico di imbarazzo recitativo, che al confronto Grant Gustin è Robert De Niro in Taxi Driver), e soprattutto:


E giusto perché qui non si perde tempo, già alla fine della prima puntata scopriamo che il cattivo della serie è il mentore di Berry, e che viene dal futuro. 
Della serie: "OMG!!! WTF?!? E ALLORA CHE DIAVOLO PIAZZERETE NEI PROSSIMI EPISODI???"
(Spoiler Allert: meta-umani, viaggi nel tempo, Linee Temporali Alternative, wormhole e gorilla psichici) 

In sua difesa, bisogna sottolineare che su questo Pilot incombeva la pressante necessità di spiattellare tutto-e-subito nei primi 42 minuti, come nella migliore tradizione CW; ma la verità è che almeno i primi 5 o 6 episodi hanno quella struttura un po' ripetitiva del "freak of the week" che tende a stancare subito. Di fatti, ho smesso di seguirlo con costanza all'episodio 5 e me lo sono poi maratonato la settimana scorsa.

Dopo un periodo di assestamento però la serie comincia ad ingranare a a farsi piuttosto coinvolgente. Certo, a volte le risoluzioni dei climax erano un po' troppo semplificate, gli effetti speciali non erano "specialissimi", e Dio solo sa quanta sospensione dell'incredulità mi ci vorrebbe per farmi credere che Robbie Amell è un ingegnere (eh già, c'è anche lui a continuare la lunga tradizione di brutte parrucche della sua famiglia), ma bisogna riconoscere dei meriti ad una serie se se riesce farci ignorare forzature e babbole scientifiche, e a farci prendere sul serio un tizio conciato così:


Mi piange un po' il cuore nel vedere come gli sceneggiatori si siano ancora una volta dimostrati incapaci di scrivere una leading-lady degna di questo nome: Iris non sarà antipatica come Laurel, ma è senza dubbio altrettanto lagnosa; senza contare che, dopo aver visto l'intera stagione, ancora non riesco a prendere sul serio quei due come possibile coppia. Gli sceneggiatori dovranno impegnarsi molti più di così per costruire una love story credibile, e sopratutto una protagonista femminile dignitosa. Ad ogni modo, sono convinta che a differenza di quella piattola di Laurel in questo caso ci sia ancora speranza.

Per quanto riguarda il resto del cast, non ho assolutamente nulla da dire. Sono bravi, credibili e perfettamente in personaggio. Grant Gustin mi ha piacevolmente sorpresa, Carlos Valdes è la rivelazione della serie (cioè, va bene la scrittura del personaggio, ma farmi apprezzare un personaggio come Cisco è stato davvero un risultato notevole), e Thomas Cavanagh si conferma essere molto più del caratterista che molte serie sembrano considerarlo.

Per il resto ho trovato che ci fosse un buon equilibrio di commedia e azione, con qualche riferimento più o meno meta- che mi ha fatta sorridere e un interessante sviluppo/paradosso legato ai viaggi del tempo. In particolare mi è piaciuta l'idea di un Eobard Thawne/Harrison Wells che, rimasto incastrato nel passato, sia stato costretto a diventare il creatore della propria nemesi.

Era ovvio che l'avrei messa....
Ma non mi conoscete nemmeno un po'?!?

E ora due parole (eufemismo della settimana)sul Finale di Stagione, perché è d'obbligo.
Prima dei dettagli mi sembra il caso di fare una riflessione di preambolo: se in questa serie sono successe in media 27 cose per episodio, cosa ci si può aspettare esattamente dal Finale di stagione??

Fast Enough si apre con un confronto diretto tra Barry e Eobard Thawne. Alla domanda «Perché hai ucciso mia madre?» la risposta appare piuttosto prevedibile: Eobard Thawne voleva distruggere la propria nemesi eliminandolo da piccolo, prima che avesse accesso alla Speed Force ma, interrotto nel momento decisivo, decide comunque di causare il danno peggiore immaginabile (a.k.a uccidere la mamma del piccolo Barry), in modo da impedirgli di diventare the Flash.
Detto questo, la conversazione è solo il trampolino di lancio per la proposta finale che Thawne fa a Barry: gli spiegherà il modo di tornare indietro nel tempo per salvare sua madre, ottenendo in cambio la possibilità lui stesso di tornare al proprio futuro. Ovviamente l'impresa risulta essere quasi impossibile e pericolosissima, e Barry passa i 3/4 della puntata per prendere una decisione che ci aspettiamo sin dall'inizio, altrimenti tutto l'episodio non avrebbe avuto senso. Ma questo non la rende una decisione sensata in ogni caso.
Per dirla con le parole di Cisco:  Why? Why? WHY???!!!

Ma davvero stiamo ancora dando retta al super-cattivo della serie? 'Sto geniale rifiuto umano ha viaggiato nel tempo per distruggere la propria nemesi e ha passato gli ultimi quindici anni a pianificare questo piano. Senza contare che abbiamo già provato a fidarci dei cattivi, più di una volta, e non funziona MAI.

L'unico a non incoraggiare Barry in questa decisione idiota è suo padre, anche se sarebbe il primo ad avere tutto da guadagnare.
Ma possibile che di tutti i personaggi l'unico con un po' di sale in zucca sia il signore che si vestiva di spandex rosso??

C'è poi il fattore-jolly legato ai viaggi nel tempo. Ce lo hanno insegnato gli X-men, Doctor Who e gli infiniti pasticciamenti di Terminator. Le cose non vanno mai come previsto.
Tuttavia la questione viene momentaneamente accantonata sul'onda emotiva legata alla possibilità di salvare la madre di Barry, e si decide di aprire questo pericolosissimo passaggio-temporale.


Però ricordiamoci sempre che ci stiamo fidando del cattivo, ecco.

Come ci insegna Terry Pratchett, nel Mondo Disco e nel mondo della narrativa in generale, gli eventi da "una probabilità su un milione" tendono a verificarsi 9 volte su 10, e quindi ecco che Barry riesce a creare il warmhole, andare indietro nel tempo alla notte dell'omicidio della madre, ed è lì lì per salvarla.... quando vede una sue versione di un qualche futuro (che noi riconosciamo perché ha il fulmine della divisa su sfondo bianco) che gli dice di non farlo.
Il 'perché' e il 'percome' non sono ancora dati a sapersi.


Prima di tornare indietro però Barry ha ancora il tempo di dare l'addio alla madre in una scena molto toccante e significativa...
Ma questo non elimina la domanda che mi sto ponendo dal minuto 4:40 dell'episodio: perché in tutto questo i geniali membri del team Flash hanno deciso di liberare Eobard Thawne? Cioè, non mi sembrava che la sua partecipazione fosse essenziale per il piano. Non potevano aprire tutti i loro bravi wormhole e lasciare che il Dr Evil se ne stesse nella sua cella, senza dargli l'occasione di tornarsene a casa a fare casini?
Sul serio, la mia non è una domanda retorica. Qualcuno me lo spiega? Perché io non l'ho capito e ho l'impressione di essermi persa qualche passaggio. (Lo ammetto maestra, ero distratta, stavo facendo pulizia sul desktop...)

Nel minuto e 52 a disposizione, Barry riesce a fare tutto questo e anche a fare un ritorno a sorpresa per fermare Eobard Thawne (anche se rimane valida la mia domanda di prima)


A questo punto abbiamo il grande scontro (del quale vediamo virtualmente nulla), e a salvare la giornata è il povero Eddy. Proprio Eddy che, partito da poliziotto cazzuto, era stato relegato a personaggetto quasi inutile (se non per la funzione di terzo vertice del triangolo). Quindi non è Barry a risolvere il problema ma Eddy che, in quanto antenato di Eobard Thawne, si sacrifica per cancellarlo dall'esistenza.


Molto toccante, sensato, pieno di implicazioni... e credo che avrei avuto anche qualche lacrima da versare, se la prima parte dell'episodio non avesse tentato di infarcirmi di feels ad ogni scena. Eh sì, perché per preparare al grande finale e aiutare Barry a scegliere, gli sceneggiatori hanno deciso di fare un'infilata di confronti toccanti. Non uno, non due, nemmeno tre, ma ben quattro, che poi con il confronto con la madre sono 5. Solo per Barry.
Insomma, era ovvio che dovessero costruire la tensione e dissipare qualche linea narrativa tra i personaggi, quindi alcuni confronti erano proprio essenziali.... ma cedo che Grant Gustin sia arrivato disidratato alla fine delle riprese.



Chiudiamo quindi con un bel cliffhanger e una voragine spazio temporale (perché, guarda un po', i warmhole tendono ad essere instabili) piena piena di espedienti narrativi per il futuro.



Insomma, devo ammettere che questo The Flash ha un suo perché. Forse non ne ho subito il fascino come tutto il resto del mondo (a quanto pare è stata la serie rivelazione dell'anno....), ma questo non toglie che io l'abbia trovata estremamente piacevole e divertente. E, diamo a Berlanti, Guggenheim e Kreisberg ciò che è di Berlanti, Guggenheim e Kreisberg: sono riusciti a farci accettare senza un battito di ciglia cose che sulla carta parevano condannate in partenza.

Quindi...



E alla prossima stagione.

Serena

martedì 17 novembre 2015

Sezione Biblioteca (69)


Salve a tutti,
eccoci qui con un altro appuntamento di sezione biblioteca. 
Francamente, vista la reading-slump in cui mi trovo, non so per quale motivo mi ostini a prendere tutti questi libri in biblioteca, ma una volta messo piede in quell'edificio non riesco proprio a trattenermi. In quest periodo sono di umore abbastanza "distopico" (relativamente parlando) quindi ho deciso di abbracciare quel poco di voglia di leggere che ho... e, già che c'ero, ho fatto anche un giretto nella sezione 'ragazzi' per trovare qualcosa di facile e leggero per facilitarmi la vita. Quindi ecco a voi:



The Kane Chronicles - La Piramide Rossa
di Rick Riordan




Il condominio
di J.G. Ballard




La svastica sul sole
di Philip K. Dick



E voi? Cosa state leggendo?

Alla prossima,
Serena

domenica 15 novembre 2015

Recensione: "Le coincidenze dell'amore" di Colleen Hoover

TITOLO: Le coincidenze dell'amore (Hopeless #1)
AUTORE: Colleen Hoover
EDITORE: Leggereditore
PREZZO: €12.00

TRAMA:
Meglio una verità che lascia senza speranza o continuare a credere nelle bugie? Sky non ha mai provato il vero amore: ogni volta che ha baciato qualcuno, ha solo sentito il desiderio di annullarsi, nessuna emozione, nessuna dolcezza. Ma quando Sky incontra Holder, ne è subito affascinata e spaventata insieme. C’è qualcosa in lui che fa riemergere quello che lei aveva spinto nel profondo della sua anima, il ricordo di un passato doloroso che torna a turbarla. Sebbene sia determinata a starne lontano, il modo in cui Holder riesce a toccare corde del suo cuore, corde che nessuno riesce neppure a sfiorare, fa crollare le difese di Sky. Il loro legame diventa sempre più intenso, ma anche Holder nasconde un segreto, che una volta rivelato cambierà la vita di Sky per sempre. Soltanto affrontando coraggiosamente la verità, senza rinunciare all’amore e alla fiducia che provano l’uno per l’altra, Holder e Sky possono sperare di curare le loro ferite emotive e vivere fino in fondo il loro rapporto.


RECENSIONE:

Beh, che dire... questa non me l'aspettavo.


Dopo aver ricevuto dozzine di consigli, aver letto lodi sperticate e aver procrastinato tantissimo, alla fine mi sono gettata nella lettura di questo osannatissimo Hopeless (titolo originale).

All'inizio ho ricevuto grosso modo quello che mi aspettavo: 
Ragazza incontra ragazzo (inevitabilmente fighissimo, ovvio) - check
Cortocircuito ormonale - check
Para-corteggiamento ai limiti dello stalking - check
...fino a qui, tutto da manuale. Non che la cosa mi dispiacesse, in fin dei conti avevo scelto un contemporary proprio perché avevo voglia di questo. Per altro, le dinamiche tra i due protagonisti raccontate dalla Hoover non mi sono dispiaciute affatto, perché erano 'particolari' ma non 'ridicolmente assurde' (come invece QUI e QUI). 
Anche la caratterizzazione di Holder non era male, e aveva un qualcosina in più in quanto a "mistero" di quanto non si abbia nella media dei protagonisti contemporary/YA. Se non altro, non era un cavernicolo incapace di articolare un pensiero (sì Cole, sto pensando proprio a te), un essere antropomorfo di incommensurabile scialbezza (principe Maxon, I salute you)  e neanche uno di qui perfetti esemplari maschili che chiaramente esistono solo nella testa delle autrici YA (Ah ah, Noah. Quinti ricordi). 



Insomma Holder è... vagamente interessante. Leggendo le sue risposte e le sue reazioni, effettivamente viene da chiedersi "Chissà cosa nasconde e qual è il suo passato?" almeno con un po' di curiosità, senza necessariamente aver indovinato tutti i presunti sottintesi della trama a pagina 6.
E, per una volta, non avevo nemmeno particolari istinti omicidi vero Sky, il che è sempre una piacevole novità.
A dire il vero, non è che mi sia sentita proprio "rapita" dalla tensione sessuale e dalle scene romantiche; e anche il famoso "bacio migliore della storia" mi ha lasciata piuttosto indifferente.... ma: ok, lo so come sono io coi contemporary.

Meh...

Poi veniamo alla parte seria del libro. E bisogna mettere agli atti che la Hoover sa davvero come scrivere un passato tragico. 
Intuiamo subito quale possa essere il grande segreto di Sky, ma più andiamo avanti e più a Hoover ci spinge fuori dalla nostra comfort zone. A pedate.
Nella seconda metà, il libro è pieno zeppo di scene che mi hanno disturbata e lasciata impietrita; è un crescendo che porta ad un vero e proprio disagio emotivo. 
Capiamoci, l'intento del'autrice è indubbiamente quello di sconvolgere il lettore con le sue rivelazioni... Ma se da un lato questo aspetto è la parte "forte" del libro, dall'altro è anche il motivo per cui non sono riuscita a dargli di più. 
Alla fine ero talmente 'in difficoltà' che non sono nemmeno riuscita a godermi la "risoluzione" della situazione....
In compenso però ho trovato dolcissima la storia di Hope, Holder e Less bambini.... o meglio, la prima parte, dopo si è sconfinato nel disagio pure lì.


In conclusione, ho trovato che questo libro avesse molti aspetti interessanti e unici che lo hanno distinto da tanti altri contemporary che ho letto... ma allo stesso tempo non riesco a votarmi completamente a qualcosa che mi ha messa così tanto in difficoltà.
Ma congratulazioni a Colleen Hoover, lei sa davvero come colpirti alle ginocchia.




Serena

mercoledì 11 novembre 2015

Piedi d'argilla - Terry Pratchett



“ Nel Museo del Pane dei Nani, in Vicolo della Girandola, il curatore Signor Hopkinson era piuttosto eccitato: considerazioni varie a parte, era appena stato assassinato. Al momento, tuttavia, lo riteneva un fastidioso e marginale dettaglio.
    Era stato colpito a morte con una pagnotta. La cosa risulta improbabile perfino nelle peggiori panetterie umane, ma il pane dei nani ha proprietà impressionanti come arma di offesa. I nani considerano la panetteria una significativa parte dell’arte della guerra. Quando fanno i loro famosi ‘pan di roccia’, dolci dalla crosta simile alla roccia, non si tratta di una similitudine.
     «Guarda questa tacca» disse Hopkinson. «Ha quasi rovinato la crosta!»
     E ANCHE IL TUO CRANIO, commentò la Morte.
    «Oh, sì» rispose Hopkinson, con la voce di uno che tratta i crani a un centesimo la decina ma che è ben cosciente del raro valore di una bella pagnotta da esposizione. «Ma che ci sarebbe stato di male in un semplice manganello? O magari un martello? Avrei potuto fornirgliene uno io se me lo avessero chiesto!»
   La Morte, che per natura aveva a sua volta una personalità maniacale, si rese conto di trovarsi alla presenza di un maestro. Il defunto Signor Hopkinson aveva una vocetta stridula e indossava occhiali con un pezzo di cordino nero. Il suo fantasma indossava ora il loro omologo spirituale, e quelli erano segni inequivocabili di una mente che lucidava la parte inferiore dei mobili e riponeva le graffette in base alla dimensione.
     «È davvero un peccato» disse il Signor Hopkinson. «E c’è anche dell’ingratitudine, con tutto l’aiuto che gli ho dato con il forno. Ritengo di avere tutto il diritto di lamentarmi ».
     SIGNOR HOPKINSON, SI È RESO CONTO DEL FATTO CHE È MORTO?
    «Morto?» squittì il curatore. «Oh, no. Non posso essere morto. Non adesso. Non è assolutamente un momento adatto. Non ho nemmeno catalogato le brioscine da combattimento». ”




“ Vimes sospirò. Detritus, a dispetto di un QI a temperatura ambiente, era un buon poliziotto e un ottimo sergente. Possedeva quello speciale tipo di stupidità difficile da ingannare. L’unica cosa più difficile di fargli afferrare un’idea, tuttavia, era quella di fargliela lasciare perdere.*

*Detritus era particolarmente bravo quando si trattava di porre domande. Ne aveva tre, di base. Erano quella diretta («Sei stato tu?»), quella insistente («Sei sicuro di non essere stato tu?») e quella sottile («Sei stato tu, non è vero?»). Anche se non si trattava delle domande più intelligenti mai studiate, il talento di Detritus consisteva nel continuare a porle per ore ininterrottamente finché non otteneva la risposta giusta, che di solito era qualcosa di simile a: «Sì! Sì! Sono stato io! Adesso ti prego dimmi che cosa ho fatto!» ”  




“ Samuel Vimes sognò indizi.
    Aveva una visione cinica degli indizi. Ne diffidava istintivamente. Intralciavano.
   Diffidava anche del genere di persona che dà un’occhiata a un altro uomo e dice in tono altezzoso al suo compagno: «Oh, mio caro signore, non posso dirle nulla se non che è un muratore mancino che ha passato alcuni anni nella marina mercantile e in questo periodo se la vede brutta» e poi sciorina una serie di commenti arroganti riguardo calli, portamento e condizione degli stivali, quando esattamente gli stessi commenti si potrebbero applicare a una persona che indossa abiti vecchi perché sta facendo un po’ di lavori di muratura in casa per un nuovo barbecue, si è tatuato una volta quando era ubriaco e diciassettenne (questi ultimi sono spesso sinonimi) e in realtà gli viene il mal di mare se cammina su un pavimento bagnato. Che arroganza! Che insulto alla ricca e caotica varietà dell’esperienza umana!
  La stessa cosa valeva per prove più statiche. Le impronte nell'aiuola erano state probabilmente lasciate nel mondo reale da chi aveva pulito i vetri. Il grido nella notte era facile che provenisse da un uomo che, scendendo dal letto, aveva messo il piede su una spazzola capovolta.
    Il mondo reale era decisamente troppo reale per lasciare dei begli indizi chiari. Era troppo pieno di cose. Non era eliminando l’impossibile che si otteneva la verità, per quanto improbabile; il procedimento era ben più difficile e consisteva nell'eliminare la possibilità. Continuavi a lavorare, ponendo pazientemente domande e osservando attentamente i fatti. Si camminava e si parlava, e nel profondo del cuore si sperava maledettamente che i nervi di qualche canaglia saltassero e quello di arrendesse. ”




“ Vetinari aveva addomesticato Ankh-Morpork. L’aveva addomesticata come un cane. Aveva preso un insignificante bastardino, gli aveva allungato le zanne, rafforzato le mascelle, potenziato la muscolatura, decorato il collare, dato da mangiare bistecche e poi lo aveva aizzato alla gola del mondo.
      Aveva preso tutte le bande e i gruppetti malavitosi e aveva fatto capire loro che una fettina di torta tutti i giorni era meglio di una fettona farcita di lame. Aveva fatto capire che era meglio prendere una fettina ma ingrandire la torta.
      Ankh-Morpork, unica fra le città di pianura, aveva aperto i proprio cancelli ai nani e ai troll (le leghe sono più resistenti, aveva detto Vetinari). Aveva funzionato. Facevano un sacco di cose. Spesso creavano guai, ma soprattutto creavano ricchezza. Come risultato, anche se Ankh-Morpork aveva parecchi nemici, quei nemici dovevano finanziare i propri eserciti con soldi presi in prestito. La maggior parte di quei soldi venivano concessi in mutuo, a interessi punitivi, da Ankh-Morpork. Non c’erano più state grosse guerre da anni. Ankh-Morpork le aveva rese poco redditizie.
      Migliaia di anni prima, il vecchio impero aveva instaurato la Pax Morporkia, dicendo al mondo: «Non combattete o vi uccideremo». La Pax era nuovamente in voga, ma questa volta sosteneva: «Se combattete, vi richiediamo indietro i prestiti. E, a proposito, la picca che mi stai puntando contro è mia. Ho pagato io quello scudo che tieni in mano. E togliti il mio elmetto quando parli con me, orrido debitore». ”





Serena

venerdì 6 novembre 2015

One of those days


Bottiglietta d'acqua per calmare i bollenti spiriti del "ma-perché-cacchio-doveva-succedere-a-me??!":
€ 1.00, con MasterCard 

Pacchetto di gomme ma masticare: € 1.90, con MasterCard

Recuperare la MicroSD caduta in un tombino usando una cannuccia e una gomma masticata: NON HA PREZZO.




Serena

mercoledì 4 novembre 2015

Acquisti Recenti: "City of Bones" (again...)


Buondì a tutti!
Come avrete senz'altro notato, il rovinoso slump in cui sono incappata nei mesi scorsi continua a trascinarsi anche in questo impegnatissimo autunno. Già il tempo a mia disposizione per leggere è davvero limitato, ma l'assoluta assenza del desiderio di leggere, sta davvero mettendo un freno ai miei progressi nella Goodreads Challenge. Per un po' me la sono cavata gettandomi nelle letture Pratchett-iane, ma adesso nemmeno il buon Terry riesce più a risvegliarmi dal mio torpore. 
Tutto questo per dire che avevo proprio bisogno di un piccolo auto-regalo per tirarmi su di morale, e in particolare di un regalo scelto di pancia, senza tanti alibi o auto-giustificazioni. Perché nulla dà soddisfazione come ricevere per posta un pacco pieno di spudorato guilty pleasure.
Ed ecco il mio:





Diciamoci la verità: non avevo bisogno di questo libro. Ce l'ho in italiano, l'ho già letto N volte e quasi lo so a memoria. Ma c'era qualcosa nella copertina brillantinosa che mi chiamava a sé. Quindi me lo godo e basta :3

Serena