giovedì 24 marzo 2016

Commento ergo sum: Once Upon a Time - season 3A: Neverland

Che dire? Mi ci sono voluti ben due anni prima di ritrovare la voglia di vedere questo telefilm, e adesso, nel giro di dieci giorni, mi sono maratonata due stagioni. Per fortuna, la ABC ha molto carinamente mantenuto la comoda suddivisione in due mini-archi narrativi a stagione, rendendomi così più facile la vita, e più interessante la visione, perché -come dice il vecchio adagio- two guist is megl che one.
Buttiamoci quindi nella a dir poco 'fantasiosa' rivisitazione della storia di Peter Pan.


AVVERTENZE
Non entro nei dettagli, ma mi scappano dei moderati spoiler.
Se avete visto la stagione, vi sarà più facile capire di che parlo.


Sono ripartita dall'episodio 3x01 senza la benché minima idea di cosa fosse successo nella stagione precedente perché, a quanto pare, il mio cervello ha archiviato l'intera stagione 2 in un qualche meandro dimenticato del mio inconscio, per far posto a cose più utili, tipo i testi delle canzoni di Galavant.

Quindi eccomi al primo episodio, completamente spaesata, con un Henry rapito da due tizi a caso, tutti i personaggi principali sulla nave di Capitan Uncino, diretti a Neverland (A.K.A. L'Isola che Non C'è, ma è troppo lungo) e, a quanto pare, Neal è morto. Mi sarei anche sentita triste se non fosse stato che: 1) non mi ricordavo chi capperi fosse Neal, 2) quando me lo sono ricordata, mi è anche tornato in mente che era un personaggio estremamente fastidioso.
Che poi, ovviamente, scopriamo che non solo Neal non è morto, ma si trova nella Foresta Incantata con Robin Hood e Mulan (ooook.....) e non sa nemmeno riconoscere il foro lasciato da una calibro 45. Ma su questo torneremo più tardi.

Neal è morto. Poi non è morto. Poi forse muore di nuovo.

Tornando sulla Jolly Roger di Hook, troviamo un sestetto di personaggi veramente male assortirti che, invece di concentrarsi sullo scopo comune, iniziano, come prevedibile, a litigare per cose senza senso, nel bel mezzo di una tempesta causata da una sirena presa in ostaggio (accettate la cosa e basta) fino a quando Emma non si mette volontariamente in pericolo costringendoli a lavorare insieme per salvarla. As you do.
Insomma, succede una tale serie di cose a caso che fa girare la testa, soprattutto considerando che siamo a metà del primo episodio. Quindi, di fatto, abbiamo già capito come andrà avanti tutta la prima metà della serie: succedono cose a caso al ritmo di 5 a puntata ma, tra il tono fantastico della serie (dai, in fondo me lo ricordo anche io di star guardando Once Upon a Time...) e il fatto che nessuna era talmente in your face da distrarre dalla visione, alla fine mi sono ritrovata ad apprezzare grandemente questa prima metà di stagione.
La cosa mi ha alquanto sorpresa, anche perché mi sono resa conto del numero ridicolo di side-quest, flashback e momenti soap che si sono affastellati in 11 episodi, soprattutto considerando che tutto prende luogo in un'isola nel giro di una settimanella, ad occhio e croce.
Gran parte del merito va all'attore che interpreta Peter Pan,  Robbie Kay, che riusciva ad alternare momenti di subdola e intimidatoria malvagità, e scene di over-acting che meritavano una seconda visione. E poi ad un certo punto c'è uno scambio di corpi tra Pan ed Henry (perché: perché no?), e Robbie Kay riesce anche a dimoistrare di saper fare la faccia-da-brava-persona, oltre a quella da schiaffi. Ho idea che sentirò presto la sua mancanza.


Non potevano mancare tutti i colpi di scena della storia della recitazione: dal Beautifuliano “Neal non è morto, è stato rapito da uno sceicco”, al “Luke, sono tuo padre”, e poi non una ma ben DUE profezie e il sempre classico “Fidati di me che sono palesemente malvagio come il Fisco e non dei tuoi famigliari che hanno attraversato mondi e sfidato la morte per salvarti”. Non me ne vogliano gli amici del Fisco.
Tra i flashback/origin-story di queste poche puntate ricordiamo: la Sirenetta Ariel, Campanellino, Killian Jones/Cap. Hook, Robin Hood, Oliver Queen e 100'000 flashback su Rumpelstiltskin. Che mi vanno anche bene eh, soprattutto se servono a preparare il terreno per buttarmi lì un “PeterPan è il padre di Mr.Gold”. 
Ma nei nostri cuori rimarranno sempre: il tentativo di coming out di Mulan, la giacca sempre perfettamente stirata di Regina e la seppia gigante che produce veleno paralizzante. Di nuovo, vedi link precedente.

Regina e a sua giacca incantata, a prova di giungla

Ah! Mi sono dimenticata di accennarlo prima, ma, tra i "Grandi Cliché della Cinematografia", troviamo ovviamente anche il triangolo amoroso. Eh, lo so che in teoria dovrebbe essere una parte importante della storia e avrei dovuto parlarne prima, però ho una buona scusa: non me ne fregava un accidente. I vertici a questo giro sono: Emma (che, stupendomi piacevolmente, se ne frega abbastanza e ha come priorità salvare quel luccio di Henry), Capitan Uncino (il cui attore è talmente portato al flirtare in camera, che potrebbero metterlo a provarci con il Principe Azzurro e ci crederei allo stesso modo. Zero sarcasmo) e Neal, che in generale mi sta sul culo. Non so se per la faccia dell’attore, il suo modo di recitare, la parte che gli scrivono o All of the above, ma qualsiasi cosa dica mi risulta sempre indisponente e petulante, e non vedo l’ora che (spoiler allert) muoia di nuovo.

Quindi tutto sommato la prima metà della stagione è stata di mio gradimento, nonostante tutti i difetti, le banalità e i punti morti del caso. Un po' mi mancavano le magistrali frecciate di Regina, gli insopportabili discorsi di incoraggiamento di Biancaneve, gli orrendi green-screen e che mi venga ricordato ogni tre puntate che Ines non è sua sorella, ma è sua nonna.
E poi, scusate, ma alla fine ero talmente affezionata a Robbie Kay, che speravo che Henry rimanesse nel corpo di Pan e andassero avanti con lui.



A presto con il commento alla seconda metà della stagione ;D

Serena


P.S: verrebbe da pensare che in due anni di astinenza assoluta, mi sarebbero passati l'intolleranza e i conseguenti orribili attacchi di urticaria dovuti all'ossessivo ripetersi della frase "I will find you, I will always find you.". E verrebbe da sbagliarsi.  

4 commenti:

  1. Once Upon a Time è il mio guilty pleasure.
    Non importa quanto la qualità stia scendendo, quanto il delirio sia ormai ovunque, quanto ci sia un albero genealogico tra i personaggi che a confronto Jane the Virgin è lineare... ogni tanto ritorno. Mi tengo aggiornata sugli spoiler per evitare recuperi fastidiosi (c'è una metà di serie che mi sono rifiutata di guardare perchè non hanno rielaborato, hanno proprio preso di peso un film Disney e l'hanno buttato a Storybooke), e a volte ritorno.
    Cmq sono assolutamente d'accordo con Robbie Kay: avrei fatto cambio con Jared Gilmore in qualunque momento D:

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    1. Francamente non ricordavo quanto fosse vergognosamente appagante vedere Once Upon a Time fino a quando non mi sono costretta a ricominciarlo. Mi sono vista le stagioni 3-4 abbastanza rapidamente (commento in arrivo...) ma prima della 5a mi sono fermata perché avevo l'impressione che stesse arrivando una di quelle stagioni all'insegna del WTF all'ennesima potenza, da godersi con tutta la calma (e le eventuali ri-visioni) del caso. A Pasqua non mi scappa
      Ma qual è la semi-stagione che ti sei rifiutata di vedere? Ho un sospetto ma sono curiosa... =D

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    2. Frozen. Il film mi è piaciuto il giusto, e mi ha dato fastidio da morire che l'abbiano messo paro paro nel telefilm, solo per far soldi: troppo senza pudore per i mie gusti e dopo qualche episodio sono passata dal guardarlo a leggerlo i recap XD
      Sopratutto per colpa di Anna: la mal sopportavo nel film, l'avrei ammazzata nel telefilm u_u

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    3. Ah sì, lo capisco. Anche a me ha lasciato un po' di retrogusto di exploitation da successo... e soprattutto la parte dei falshback mi ha davvero messa alla prova ):

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