sabato 9 aprile 2016

Recensione: "Sing your heart out" di Crystal Kaswell

TITOLO: Sing your heart out (Sinful Serenade #1)
AUTORE: Crystal Kaswell
EDITORE: -

TRAMA:

Still a virgin at 21, Meg Smart walks a straight and narrow path. She aces her classes, excels at her part time job, and carefully avoids trouble--no drinks, no drugs, and especially, no boyfriends. 
Rock star Miles Webb doesn't do "boyfriend." He skips over intimacy and love in favor of easy distraction--a beautiful woman under him, screaming his name.  
Meg is drawn to the pain in his gorgeous, tortured voice. But the man she hears on the radio is nothing like the player she meets at a mutual friend's house party. When she walks in on one of his trysts, she's embarrassed enough to die. His merciless teasing leaves her blushed and frustrated, but she's intrigued by his wit, his confidence, his casual offer to give her a night she'll never forget. Neither of them wants a relationship, so they strike up an arrangement: They'll be friends with benefits, nothing more, nothing less. There are only three rules: no secrets, no feelings, no falling in love. Only neither one of them can quite abide by the terms.


RECENSIONE:


Onestamente? Piuttosto deludente e abbastanza fastidioso.
Premettiamo che ho trovato questo libro nella sezione Gratuita di Amazon, quindi permettetemi di sottolineare che il mio concetto di "deludente" non fa riferimento ad un paragone con un grande classico della letteratura o ad aspettative particolarmente fiduciose, ma semplicemente alla mia irritazione di fronte all'assoluta incapacità di costruire una storia così banalmente facile senza costellarla di cose irritanti. Cercavo solo un libro rapido, leggero, con i classici stereotipi romantici del caso ed eventualmente qualche scena sexy, e in linea generale tutte queste cose ci sono, ma i problemi sono tanti, e nemmeno il mio innegabile punto debole per i romanzetti senza senso è riuscito a farmi soprassedere. 

Eddai, era facile.
Crystal Kaswell, come hai fatto a toppare assolutamente tutto???

Già solo la scena iniziale vede la nostra ovviamente vergine Meg trascinata ad una festa contro la sua volontà per badare alla migliore amica festaiola. Questo perché: è una verità universalmente riconosciuta che le protagoniste contemporary non possano desiderare di andare ad una festa e che le loro migliori amiche debbano essere delle sgualdrine ubriacone (ma dal cuore d'oro). 
La scena immediatamente successiva vede Meg aprire una porta a caso della villa e sorprendere un tizio nudo intento a montare la sciacquetta interscambiabile di turno. I due si guardano negli occhi, ed è fatta. Signori e signore ecco l'incontro tra i nostri due protagonisti: questa scena non fa pensare anche voi ad una favola Disney? 


So romantic...


Ma a parte questo siparietto che lascia presagire il livello di tutto il resto della storia, concentriamoci un attimo su quel disastro di caratterizzazione che erano i personaggi.  
Meg doveva essere la protagonista acqua e sapone, studiosa e introversa (alzi la mano chi è stupito) ma il problema principale è che era: incoerente, moralista e spesso lagnosa, senza nessun diritto di esserlo, per altro. Capisco che questi aspetti facciano parte dei cliché per la protagonista "che si sta innamorando ma non vorrebbe", ma ho trovato che fossero anche troppo marcati e privi di sottigliezza. Mi sembrava più lunatica che "in guardia per proteggere il proprio cuore". 


Miles invece era il protagonista new-adult medio, senza infamia e senza lode. Doveva fare il duro (no pun intended) con un passato difficile, che in realtà ha tanto bisogno di essere amato, ma più passavano i capitoli più anche lui diventava irritante. E con dolo, pure.

Ero talmente poco investita nella storia che il mio cervello ha cominciato a dissezionare tutti gli aspetti traballanti del libro, anche se -lo so benissimo- questo non è il tipo di libro da leggere quando ci si sente in vena critica. 
Oltre ai protagonisti, la storia stessa è incoerente: Miles è un front man famosissimo quando fa comodo all'autrice, ma non c'è traccia di un paparazzo, un fan, o una qualsiasi cosa che ricordi il suo "status" per quasi tutto il libro. C'è chi le chiama piccolezze, io la chiamo "pigrizia narrativa".



La ripetitività di certe situazioni e, addirittura, di certe frasi ha cominciato presto a darmi un grande fastidio. Esempio lampante: ogni volta che incontra Miles, Meg continua a sottolineare come lui abbia tutto il controllo della situazione e sembri padrone di se stesso mentre lei si sente in balia degli ormoni. TUTTE. LE. VOLTE. 
Se leggo ancora la frase "He's holding all the cards, and all I can do is....", picchio qualcuno.


Tutto questo è condito con conversazioni borderline non-sense in cui continuano a ripetersi che sono solo "amici di letto", ma poi il resto della conversazione prende direzioni assolutamente a caso. Se mai c'è stato un esempio di "predicare bene e razzolare male" con forte deficit di attenzione, era senz'altro questo. 
E a fatti erano messi pure peggio! Di nuovo, capisco che l'idea fosse quella di far vedere che i due protagonisti si stavano innamorando "loro malgrado", ma 1) non li sopportavo entrambi, quindi non mi interessava un accidente, 2) hanno cominciato a fare esattamente l'opposto di quello che avrebbero dovuto dopo 5 minuti dall'aver stretto l'"accordo", e soprattutto: 3) Miles ha chiaramente 3 personalità diverse. Senza considerare il "grande ostacolo" che i due devono superare alla fine è costituito da una cosa obiettivamente spregevole fatta da lui in piana coscienza, quindi scusate se non faccio le congratulazioni dopo che queste due teste vuote si sono riappacificate.




La verità è che sarei potuta passare sopra ad un sacco di cose se la storia d'amore fosse stata coinvolgente (o almeno non ignobile e urticante). Ma non lo era.
I'm not amused





Ragazzi,, preparatevi che ho letto un sacco di robaccia di questa risma ultimamente...
Alla prossima!
Serena

3 commenti:

  1. Questi sono i momenti in cui vorrei davvero tanto che tu leggessi e recensissi After XD
    Detto questo, ma fare il duro non è l'unico elemento redentorio di certi personaggi femminili? Almeno c'è un aspetto della relazione dove si divertono.

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    1. l'unico elemento redentorio di certi personaggi *maschili.
      È stata una settimana pesante, e le mie capacità cognitive cominciano ad accusare XD

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    2. Ha ha! XD
      Cmq sì, da quel punto di vista Miles rispettava tutti i canoni del genere. Tanto che mi domandavo come riuscisse a camminare per spostarsi da un punto A ad un punto B dato che, a detta dell'autrice, sembrava vivere in un constante stato di eccitazione sessuale. Probabilmente il prossimo mistero di Voyager.

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