martedì 29 marzo 2016

Commento ergo sum: Once Upon a Time - season 3B: The Wicked Witch of the West


Dopo aver superato lo scoglio si Peter Pan (quella storyline mi preoccupava parecchio...), facciamo ritorno alla Foresta Incantata e a New York, rispettivamente. Eh sì, perché a quanto pare nel Commento della scorsa volta mi sono dimenticata di menzionare la parte più importante di tutte: la fine.
Nell'episodio 3x11 viene battuto il record mondiale 2013 di 'Cose a caso successe tutte insieme', proprio per prepararci alla seconda metà di stagione.
Assistiamo al sacrificio di Mr. Gold che muore per eliminare Pan (non sono ancora interamente sicura del perché... potrebbe centrare una profezia, così come una qualsiasi altra spiegazione, non è chiaro), ma questo non ferma la Maledizione che Pan aveva lanciato prima essere ri-scambiato con Henry (di nuovo, le sue motivazioni a riguardo sono alquanto lacunose). Di fatto, a fine episodio troviamo tutti i personaggi confinati nuovamente nella Foresta Incantata, mentre Emma ed Henry si trovano a New York, completamente immemori e convinti di essere sempre vissuti assieme lontano da Storybrook. Per fortuna, prima ancora della fine dell'episodio, è già passato un anno e vediamo l'arrivo d Hook a New York per cercare di riportare Emma a Storybrook a spezzare una nuova maledizione (e questa era solo la seconda metà del 3x11. Non scherzo).

Questo è ufficialmente il punto in cui mi sono fermata, ho preso carta e penna, e ho cominciato a segnarmi le cose, perché fra maledizioni (siamo alla terza), flashbacks e salti temporali di un anno, non avevo speranze di ricordarmi tutto fino all'episodio 23.


Dal momento che questo è un commento e non riassunto, mi limiterò a menzionare i punti salienti e lasciare il resto alla vostra memoria/immaginazione. Buona fortuna nel seguirmi.

Dopo tutta una serie di esilaranti siparietti di Hook a New York (rigorosamente in attire da pirata) Emma ed Henry vengono riportati a Storybrook, dove la nuova maledizione ha riportato tutti nel Maine, ma ha anche cancellato la memoria dell'ultimo anno trascorso nella Foresta Incantata.
Chi ha lanciato l'incantesimo? Perché? Cosa è successo durante l'anno che nessuno ricorda? Tutte domande che trovano gradualmente risposta nella storyline-flashback, mentre nel presente fa il suo ingresso il villain di diritto della stagione, la Malvagia Strega dell'Ovest, che però in inglese suona molto meglio: the Wicked Witch of the West.

E' il caso di spendere due parole su Zelena: è semplicemente fantastica. La splendida Rebecca Mader è già naturalmente dotata di quei crazy-eyes che la sparano nel cuore della zona rossa della Hot/Crazy Scale, ma -per giunta- in questo ruolo si è gettata in un particolare brand di over-acting, tutto denti e occhi spalancati. Ed è semplicemente una gioia da vedere.

L'obiettivo di tutta la complicata macchinazione di Zelena è di usare quattro simboli magici (Cuore, Cervello, Coraggio, and all that jazz) per tornare indietro nel tempo e rubare a Regina la vita agiata alla quale Zelena era convinta di aver diritto, in quanto primogenita abbandonata di Cora. E, già che ci siamo, nell'incantesimo di viaggio nel tempo ci buttiamo come ingrediente pure il neonato secondogenito di Biancaneve e David, perché sì.


Il passato di Zelena viene abbondantemente spiegato nei flashbak ambientati ad Oz e che vanno a toccare tutti i punti della favola classica: Il Mago Cialtrone, le scimmie volanti, Glinda, Dorothy e compagnia briscola. Inutile dire che questi flashback sono infinitamente più interessanti di quello che succede "un anno prima" nella Foresta Incantata dove, eccezion fatta per qualche gara di insulti tra Regina e Zelena, le uniche cose che ci servirà sapere sono che a lanciare la maledizione (senza però prevederne gli effetti "smemorini") sono stati proprio Biancaneve, David e Regina per poter tornare nel Maine e che l'unico modo per sconfiggere la Strega dell'Ovest è la Magia Bianca.
Ora, alzi a mano di non aveva capito da subito che la Magia Bianca era la risposta (è sempre la risposta...) senza bisogno di andare a scomodare portali segreti, Robin Hood, Rumpelstiltskin e Glinda. Nessuno? Proprio nessuno??
E tanto per aggiungere un plot-twist che nessuno aveva visto arrivare, la salvatrice che utilizza la Magia Bianca per fermare Zelena, non è Emma, ma Regina. Perché i concetti di "FORESHADOWING" e "sottigliezza" sono sopravvalutati.


In tutto questo, Zelena ha anche resuscitato il Signore Oscuro, giusto perché in quella famiglia si rifiutano di morire permanentemente. Vediamo quindi il ritorno sia di Mr.Gold che di Neal, che ricompaiono come l'herpes condividendo un unico corpo. Raptor&Voldemort style. Ed è la cosa più dannatamente inquietante che io abbia visto da molto tempo a questa parte.

Non fatemi vedere mai più il simbionte Rumpelstiltskin/Neal.
EVER.

Inutile dire che Neal è ancora più irritante e fastidioso di prima. Che fossero in flashback, scene terrificanti storyline presente o tragiche scene di morte, ogni frase uscita dalla sua bocca aveva sempre quel tono vagamente lagnoso e strascicato tipico dei bambini che fanno i capricci. E non mi importa un accidente che dopo solo un paio di episodi muoia male da eroe, o che gli sceneggiatori forzino 5 minuti buoni di screen-time con musica strappalacrime a tutto volume e immagini del funerale per farmi sentire triste: non sentirò la mancanza di Neal. Mai canto di vittoria fu più appropriato.
E fu così che ebbe finalmente termine il triangolo amoroso più pigro e inutile degli ultimi anni: ha ufficialmente inizio la stagione della ship senza quartiere, impossibile da sfuggire a meno che non si decida di vivere in una caverna da eremita senza connessione Internet. 

Perché a volte quelli di ijusthateeverything.com
semplicemente vincono tutto
Ma la vera ciliegina sulla torta è stato il doppio episodio finale con viaggio nel tempo: adoro i viaggi temporali, i What if e i primi episodi di OUAT sono ancora tra i miei preferiti. Praticamente mi avevano in pugno.



La verità è che, anche questa volta, mi sono ritrovata a godermi in maniera quasi imbarazzante questa metà di stagione. Per ogni flashback un po' noioso o prevedibile (David e Rapunzel, il passato di Cora, Neal e l'enorme WTF di Lumière...) ce n'era uno che mi prendeva per il naso e mi trascinava dove voleva, perché a volte semplicemente mi diverto troppo per accendere il cervello (la ricomparsa di Ariel, tutto quello che aveva a che fare con Oz e Zelena...).
L'unica cosa che mi ha leggermente irritata è l'assoluta reticenza di Emma ad evolvere come personaggio, e vi assicuro che facendo le marathon la cosa si nota eccome. Pensavo che ci fossimo già scontrati a sufficienza con la mancanza di fede di Emma nelle stagioni 1&2, era davvero necessario ripetere tutti da capo nella terza? Ancora una volta Emma deve essere blandita, rassicurata e incoraggiata per fare qualsiasi cosa, che sia tornare a Storybrook nell'episodio 12, esercitare la propria magia per difendere la città, non abbandonare tutti per tornare a New York o prendere in mano la situazione per salvare l'intero passato della sua famiglia nel Season Finale. E adesso che Hook la segue ovunque, i discorsi di incoraggiamento non hanno MAI FINE (sul serio, il pirata è peggio di Biancaneve sul fronte pep-talk...!)


Detto questo, ancora una volta Regina, Mr.Gold e Hook si sono dimostrati essere i personaggi più interessanti e divertenti, sia in versione cattiva che in versione redenta; senza considerare la magistrale entrata in scena di Zelena che a questo giro ha vinto TUTTO (che poi alla fine è morta, ma non è morta, come solo i villain coi controfiocchi e quel maledetto di Neal sanno fare). Certo, anche un filo meno di Sguardi Languidi da parte di Hook avrebbero reso ugualmente l'idea (di nuovo, la sottigliezza non è di casa a Storybrook), ma mi considero estremamente soddisfatta da questa storyline.

E infine chiudiamo sull'immancabile colpo di coda: dal passato Emma ha riportato Marion, la moglie di Robin Hood (meglio noto come "il vero amore di Regina"), perché non sia mai che Regina abbia 12 minuti consecutivi di felicità. Ma dato che questo ci serve come trampolino per la prossima stagione (la metà interessante, almeno), a me va bene.
Ma prima, prepariamoci per  una mezza stagione all'insegna del "battere il ferro finché è caldo" con Frozen.

A presto!
Serena

giovedì 24 marzo 2016

Commento ergo sum: Once Upon a Time - season 3A: Neverland

Che dire? Mi ci sono voluti ben due anni prima di ritrovare la voglia di vedere questo telefilm, e adesso, nel giro di dieci giorni, mi sono maratonata due stagioni. Per fortuna, la ABC ha molto carinamente mantenuto la comoda suddivisione in due mini-archi narrativi a stagione, rendendomi così più facile la vita, e più interessante la visione, perché -come dice il vecchio adagio- two guist is megl che one.
Buttiamoci quindi nella a dir poco 'fantasiosa' rivisitazione della storia di Peter Pan.


AVVERTENZE
Non entro nei dettagli, ma mi scappano dei moderati spoiler.
Se avete visto la stagione, vi sarà più facile capire di che parlo.


Sono ripartita dall'episodio 3x01 senza la benché minima idea di cosa fosse successo nella stagione precedente perché, a quanto pare, il mio cervello ha archiviato l'intera stagione 2 in un qualche meandro dimenticato del mio inconscio, per far posto a cose più utili, tipo i testi delle canzoni di Galavant.

Quindi eccomi al primo episodio, completamente spaesata, con un Henry rapito da due tizi a caso, tutti i personaggi principali sulla nave di Capitan Uncino, diretti a Neverland (A.K.A. L'Isola che Non C'è, ma è troppo lungo) e, a quanto pare, Neal è morto. Mi sarei anche sentita triste se non fosse stato che: 1) non mi ricordavo chi capperi fosse Neal, 2) quando me lo sono ricordata, mi è anche tornato in mente che era un personaggio estremamente fastidioso.
Che poi, ovviamente, scopriamo che non solo Neal non è morto, ma si trova nella Foresta Incantata con Robin Hood e Mulan (ooook.....) e non sa nemmeno riconoscere il foro lasciato da una calibro 45. Ma su questo torneremo più tardi.

Neal è morto. Poi non è morto. Poi forse muore di nuovo.

Tornando sulla Jolly Roger di Hook, troviamo un sestetto di personaggi veramente male assortirti che, invece di concentrarsi sullo scopo comune, iniziano, come prevedibile, a litigare per cose senza senso, nel bel mezzo di una tempesta causata da una sirena presa in ostaggio (accettate la cosa e basta) fino a quando Emma non si mette volontariamente in pericolo costringendoli a lavorare insieme per salvarla. As you do.
Insomma, succede una tale serie di cose a caso che fa girare la testa, soprattutto considerando che siamo a metà del primo episodio. Quindi, di fatto, abbiamo già capito come andrà avanti tutta la prima metà della serie: succedono cose a caso al ritmo di 5 a puntata ma, tra il tono fantastico della serie (dai, in fondo me lo ricordo anche io di star guardando Once Upon a Time...) e il fatto che nessuna era talmente in your face da distrarre dalla visione, alla fine mi sono ritrovata ad apprezzare grandemente questa prima metà di stagione.
La cosa mi ha alquanto sorpresa, anche perché mi sono resa conto del numero ridicolo di side-quest, flashback e momenti soap che si sono affastellati in 11 episodi, soprattutto considerando che tutto prende luogo in un'isola nel giro di una settimanella, ad occhio e croce.
Gran parte del merito va all'attore che interpreta Peter Pan,  Robbie Kay, che riusciva ad alternare momenti di subdola e intimidatoria malvagità, e scene di over-acting che meritavano una seconda visione. E poi ad un certo punto c'è uno scambio di corpi tra Pan ed Henry (perché: perché no?), e Robbie Kay riesce anche a dimoistrare di saper fare la faccia-da-brava-persona, oltre a quella da schiaffi. Ho idea che sentirò presto la sua mancanza.


Non potevano mancare tutti i colpi di scena della storia della recitazione: dal Beautifuliano “Neal non è morto, è stato rapito da uno sceicco”, al “Luke, sono tuo padre”, e poi non una ma ben DUE profezie e il sempre classico “Fidati di me che sono palesemente malvagio come il Fisco e non dei tuoi famigliari che hanno attraversato mondi e sfidato la morte per salvarti”. Non me ne vogliano gli amici del Fisco.
Tra i flashback/origin-story di queste poche puntate ricordiamo: la Sirenetta Ariel, Campanellino, Killian Jones/Cap. Hook, Robin Hood, Oliver Queen e 100'000 flashback su Rumpelstiltskin. Che mi vanno anche bene eh, soprattutto se servono a preparare il terreno per buttarmi lì un “PeterPan è il padre di Mr.Gold”. 
Ma nei nostri cuori rimarranno sempre: il tentativo di coming out di Mulan, la giacca sempre perfettamente stirata di Regina e la seppia gigante che produce veleno paralizzante. Di nuovo, vedi link precedente.

Regina e a sua giacca incantata, a prova di giungla

Ah! Mi sono dimenticata di accennarlo prima, ma, tra i "Grandi Cliché della Cinematografia", troviamo ovviamente anche il triangolo amoroso. Eh, lo so che in teoria dovrebbe essere una parte importante della storia e avrei dovuto parlarne prima, però ho una buona scusa: non me ne fregava un accidente. I vertici a questo giro sono: Emma (che, stupendomi piacevolmente, se ne frega abbastanza e ha come priorità salvare quel luccio di Henry), Capitan Uncino (il cui attore è talmente portato al flirtare in camera, che potrebbero metterlo a provarci con il Principe Azzurro e ci crederei allo stesso modo. Zero sarcasmo) e Neal, che in generale mi sta sul culo. Non so se per la faccia dell’attore, il suo modo di recitare, la parte che gli scrivono o All of the above, ma qualsiasi cosa dica mi risulta sempre indisponente e petulante, e non vedo l’ora che (spoiler allert) muoia di nuovo.

Quindi tutto sommato la prima metà della stagione è stata di mio gradimento, nonostante tutti i difetti, le banalità e i punti morti del caso. Un po' mi mancavano le magistrali frecciate di Regina, gli insopportabili discorsi di incoraggiamento di Biancaneve, gli orrendi green-screen e che mi venga ricordato ogni tre puntate che Ines non è sua sorella, ma è sua nonna.
E poi, scusate, ma alla fine ero talmente affezionata a Robbie Kay, che speravo che Henry rimanesse nel corpo di Pan e andassero avanti con lui.



A presto con il commento alla seconda metà della stagione ;D

Serena


P.S: verrebbe da pensare che in due anni di astinenza assoluta, mi sarebbero passati l'intolleranza e i conseguenti orribili attacchi di urticaria dovuti all'ossessivo ripetersi della frase "I will find you, I will always find you.". E verrebbe da sbagliarsi.  

domenica 20 marzo 2016

Recensione: "Un oscuro risveglio" di Gena Showalter

TITOLO: Un oscuro risveglio (Alien Huntress #1)
AUTORE: Gena Showalter
EDITORE: Leggerediore

TRAMA:
Mia Snow è una cacciatrice di alieni assoldata dal Dipartimento di polizia di New Chicago ed è la ragazza perfetta per quel lavoro sporco. Resistente e sexy, si è guadagnata ogni cicatrice combattendo un nemico sfuggente e imprevedibile. Per mano loro, ha già perso suo fratello, e ora, mentre indaga su una serie di omicidi, il suo compagno Dallas viene colpito e lotta per la vita. E solo un uomo ha il potere di guarirlo, ed è alto, sconosciuto ed estremamente sexy... e ha anche il potere di trascinare Mia in un gioco di seduzione elettrizzante e pericoloso. Lui è Kyrin en Arr, un alieno sospettato di omicidio, un tipo poco raccomandabile. Per salvare Dallas, Mia camminerà sul filo del rasoio, rischiando il distintivo e anche la vita... e avvicinandosi a una rivelazione sconvolgente che rischia di mandare in frantumi tutto quello in cui ha sempre creduto.

RECENSIONE:

SPOILERS AHEAD

Mamma mia, che fastidio.
Partiamo dal presupposto che ho letto questo libro in combo con un'amica, con il dichiarato scopo di farci quattro risate. Quando ho voglia di tirarmi su il morale con del sano hate-reading, la Showalter è sempre in cima ai miei pensieri. E dire che questa è la stessa donna che ha scritto lo spettacolare Alice in Zombieland.... Quindi le situazioni assurde erano benaccette e le frecciate sarcastiche previste....


E invece mi sono annoiata da matti.

Sarà complice anche il fatto che, quando la protagonista inizia a tirarsela a pagina 1, il mio cervello la prende come una sfida, ma questo libro proprio non mi è piaciuto.
Per prima cosa, non ho apprezzato per nulla la protagonista femminile e le sue grosse sparate: tutto quello che succedeva o veniva pensato/detto ad alta voce, era ideato per sottolineare quanto cazzuta doveva essere Mia. E dunque:
1) Show, don't tell. E' inutile che passi il tempo a dirmi quanto sia stra-cazzuta lei: mostramelo.
2) Anche un pelo meno, eh. C'è un confine sottile tra l'essere "degno di ammirazione" e "detestabilmente borioso", e tu lo hai superato a circa tre isolati. 

Come se non bastasse, ad ogni capitolo la protagonista scopriva di avere un nuovo super-potere, guarda caso, proprio adatto al problema che le si stava per presentare. Praticamente per a fine del libro, aveva i poteri combinati di Superman, Neo di Matrix e Gesù. Che poi sono tre diversi simbolismi per lo stesso concetto, ma non stiamo a sindacare. Molto opportuno e molto irritante. 
Il protagonista maschile, poi, era di un'insulsaggine rara. Sarebbe dovuto essere un seducente, oscuro e misterioso alieno, nella migliore tradizione Showalteriana (anche lui con poteri a caso che cicciavano fuori nel momento più opportuno), e invece era scialbo, generico e mediamente fregnamoscia eccessivamente sdolcinato (non sempre, ma nei punti cruciali si trasformava in questa creatura emotiva e bisognosa che...bah).
Un plauso, però, va alla scena di sesso e soprattutto al singolare utilizzo degli aggettivi dell'autrice: in poche pagine è riuscita a regalarmi espressioni intramontabili come "erezione sfacciata" (assieme ad altre che non ho il coraggio di riproporvi) e un buon 5 minuti di risate isteriche.


Devo riconoscere che la Showalter questa volta ci ha anche provato seriamente ad inserire una trama vera e propria... non ho la minima idea di quale fosse il senso o lo scopo di tutto quello che è successo, ma apprezzo lo sforzo. Il punto è che non è per la trama che leggo questi libri e questa era pure abbastanza noiosa.
I pochi colpi di scena da telenovelas erano talmente telefonati da non essere nemmeno divertenti, e per lo più erano chiaramente degli espedienti pigri per mandare avanti la storia con il minimo sforzo possibile.


Insomma, ho sentito fortemente la mancanza di quell'elemento WTF che solo la Showalter sa inserire nei suoi libri, l'espediente di trama (per quanto abbozzato) non era nemmeno lontanamente sufficiente ad interessarmi, e anche della """storia d'amore""" non mi fregava un assoluto accidente... quindi per me questo libro è bocciato su tutti i fronti. 

Next.



Serena

martedì 1 marzo 2016

What happened there

Buongiorno a tutti.

Provo una strana sensazione nel rimettermi alla tastiera dopo tutti questi mesi, ma credo che sia giunto il momento di fare un punto della situazione e capire che cosa è successo negli ultimi mesi.
Come forse ricorderete, a dicembre avevo fatto grandi proclama, preparato tutta una scaletta di post e in generale fatto piani irrealizzabili che io per prima sapevo che non avrei mantenuto. 
Il tutto è cominciato come una serie di contrattempi che mi hanno fatto ritardare i post, poi sono subentrate le vacanze natalizie ed infine la sessione d'esami. Sarebbe molto comodo attribuire la colpa di tutto agli impegni e allo studio, ma la verità è che, quando voglio, il tempo riesco a trovarlo. E negli ultimi mesi non ho davvero voluto. 
Subito all'inizio di dicembre, quando i miei piani hanno cominciato a sgretolarsi sono subentrati i sensi di colpa (per assurdo che possa sembrare) e il senso di oppressione per tutto l'elenco di cose che avei dovuto fare per essere "una buona blogger", e questo è ridicolo da diversi punti di vista. Aggiungiamo poi il fatto che gran parte delle cose che nella mia vita dovrebbero essere "svago" (libri, telefilm, film, nerd stuff...) erano diventate per lo più voci che andavano ad allungare la mia lista di "cose da fare per il blog"; non riuscivo più a leggere un libro o a guardare un telefilm senza pensare a cosa avrei scritto nella recensione, a quando l'avrei fatta, a come avrei trovato il tempo... insomma, per nulla rilassante. 


Il punto quindi è: se diventa un lavoro, c'è qualcosa di sbagliato. Ho quindi deciso di interrompere del tutto le attività e di procrastinare fino a quando non mi fossi sentita più pronta a prendere una decisione, in un senso o nell'altro.
Dunque cosa ho deciso? 
Non sono ancora del tutto sicura di riuscire a mantenere il blog ancora a lungo, soprattutto se non i torna un minimo di ispirazione e voglia di condivisione. Per il momento sono riuscita a diminuire l'assolutamente non necessaria pressione che io per prima ponevo su questa parte della mia vita e credo che questo potrebbe darmi la spinta per andare avanti e ritrovare la gioia di condividere le mie sciocche opinioni con voi.... ma in caso la gestione del blog dovesse di nuovo trasformarsi in uno stressante impegno obbligatorio (sempre e solo per i miei strani giri mentali, ovvio), ho fatto pace con me stessa e sono pronta a uscire di scena senza troppe tragedie. 
Morale della favola: si va avanti, per il momento. Niente stress, niente scadenze, solo quello che mi sento di scrivere, quando mi sento di farlo. E se avete ancora interesse a sentire quel che ho da dire, sono felicissima di condividere il contenuto della mia testa con voi.

Buona settimana a tutti,

Serena