martedì 3 maggio 2016

Commento ergo sum: Once Upon a Time - season 4A: Frozen


Nuova stagione di Once Upon a Time, nuova favola da adattare (anche se questa volta, nemmeno poi tanto...) nuove infinite possibilità di WTF.
Ma prima, iniziamo con un'esclusiva immagine del team esecutivo di OUAT quando hanno saputo che la Disney avrebbe concesso loro i diritti per usare i personaggi di Frozen:


Ok, scusate. Dopo questo momentaneo attacco di cinismo immotivato, possiamo iniziare ad analizzare la prima metà di questa Quarta Stagione, con quell'assoluta mancanza di obiettività che ha sempre caratterizzato i miei post.
Ancora una volta: 

SPOILER DIFFUSI E INCOERENZA NARRATIVA DELLA SOTTOSCRITTA.

Così come accennato nell'ultima scena della terza stagione, al ritorno dal loro viaggetto nel passato, Hook ed Emma si sono portati dietro la moglie di Robin Hood, Marion, e un'urna magica nella quale era intrappolata Elsa di Arendelle.
Inizialmente confusa, spaesata e alla disperata ricerca di Anna, Elsa fa un po' quello che le viene meglio: crea pupazzi di neve guerrieri e intrappola Storybrook all'interno di una muraglia di gelo. Seguono ovviamente i chiarimenti e vengono strette amicizie nel giro dei primi due episodi perché, ovviamente, il cattivo di turno non è Elsa, ma un'altra Regina dei Ghiacci, la cui copertura a Storybrook era fare la gelataia.

Non c'entra nulla, ma volevo mettere una separazione.
E non si può mai dire di no a Jake.

Di nuovo, la narrazione prosegue sui soliti binari paralleli di storyline presente & flashback, e di solito questo tipo di doppia narrazione mi piace, sopratutto per come viene gestita in OUAT (non posso dire lo stesso, per esempio, degli inutili flashback di Arrow...) ma questa volta quasi tutti i flashback hanno a che fare con Arendelle, e la cosa a volte diventa seccante.

Facciamo una piccola parentesi su Frozen e sulla gestione di questi nuovi personaggi. 
Dopo aver visto questa prima metà di serie, mi era rimasta una strana sensazione, come se ci fosse qualcosa di "fuori posto", ma non riuscivo a mettere a fuoco di cosa si trattasse. A illuminare la mia giornata è stata la sempre acutissima Katerina che mi ha fatto finalmente capire cosa ci fosse di diverso in questo caso: a differenza delle altre volte, la fiaba di riferimento (anzi, il cartone di riferimento) è stato preso inserito all'interno della narrazione, senza alcuna modifica. O meglio, la storia raccontata in questa stagione di Once Upon a Time è una continuazione diretta degli avvenimenti di Frozen, che vengono considerati "canon" senza apportare nessuna modifica. Probabilmente gli avvocati Disney hanno fatto firmare un contratto col sangue a tutti gli sceneggiatori, altro che Rumplestiltskin... 
Questa effettivamente è la prima volta che non viene effettuata una rivisitazione selvaggia della favola d'origine... che poi, era proprio la cosa che ci consentiva di avere quelle svolte con triplo carpiato e avvitamento che ormai avevo imparato ad amare. Ed ecco anche perché fino a questo punto, la stagione è penosamente carente di veri momenti WTF. L'unica "rivelazione" che ci viene presentata è il fatto che Ingrid, la nuova regina dei Ghiacci, a quanto pare è la zia di Elsa e Anna, che era stata rinchiusa originariamente nell'urna magica e cancellata dalla memoria dell'intero regno perché aveva accidentalmente congelato a morte una delle sorelle.


Ora, scusate un attimo l'apologia del villain, ma vorrei sottolineare come tutto questo disastro sia di fatto la conseguenza delle pessime scelte di vita di Gerda, la madre di Elsa e Anna. Avevamo già avuto un assaggio della sua poverissima capacità di giudizio in Frozen, alla luce di come aveva mal gestito la situazione "mia figlia ha dei poteri, invece di aiutarla ad imparare a controllarli, facciamola vivere come una reietta, che va bene così"... ma anche in questi flashback ne abbiamo la conferma: non solo i genitori di Anna ed Elsa avevano intrapreso il  loro ultimo viaggio per cercare un modo di eliminare i poteri di Elsa, ma era stata proprio Gerda a rinchiudere Ingrid nell'urna, in primo luogo.
Ora, ok che Ingrid aveva commesso un atto gravissimo (per errore, sottolineerei) e che in seguito diventa parecchio toccata nella capoccia, ma io terrei conto anche delle attenuanti di circostanza.
Questo non toglie comunque che Ingrid, nella storyline presente, abbia ormai perso il lume della ragione e abbia deciso di uccidere tutti in Storybrook e far sopravvivere solo Elsa e Emma che, secondo una profezia baggiana che più plot-device di così non si può, sono le due "sorelle magiche" che andranno a formare la "famiglia perfetta" desiderata da Igrid.

Quindi, nel presente abbiamo la caccia a Ingrid, Regina che cerca invano un modo di riprendersi il suo lieto fine, la ricerca di Anna, Emma che deve fare pace con i propri poteri e, soprattutto, viene ufficialmente varata la ship per definizione (non potevo esimermi, chiedo perdono) con tutta una serie di puntate e siparietti sparpagliati qui e là negli episodi, Il tutto, condito con circa 735milioni di ice-puns, assolutamente non necessarie.


Battute a parte, devo ammettere che anche io mi sono divertita a seguire tutto questo corteggiamento senza quartiere, e credo che in gran parte sia merito di Colin O'Donoghue che è davvero, davvero, davvero bravo a flirtare in camera. Riesce a dire qualsiasi cosa gli scrivano sul copione, quel poco sopra le righe da essere divertente, ma non troppo da diventare insopportabile. Poi però arrivano i momenti "drama" in cui sono necessari monologhi e confessioni zuccherose, e da quelli, ahimè, non c'è modo di scappare.

Ma torniamo alle cose serie.
Tutto il brillante piano di Ingrid, sta nell'intrappolare tutti gli abitanti di Storybrook all'interno della città e lanciare un sortilegio (Che altro sennò?) tramite uno specchio magico, che faccia rivoltare tutti gli uni contro gli altri, fino allo sterminio di massa, lasciando immuni solo le sue sorelle prescelte, Elsa ed Emma. As you do.

Nel passato invece, Elsa e Anna vengono lentamente a conoscenza prima dell'esistenza di Ingrid, e poi delle sue vere intenzioni di allontanare Elsa da Anna. Il problema grosso dei flashback però non era tanto la storia raccontata, che era funzionale per spiegarci cosa sia successo nel passato ahimè inclusi i semi-filler con David e la sua brutta parrucca o la tediosa backstory di Belle, ma piuttosto l'eccessivo tentativo di ricalcare gli atteggiamenti e le frasette tipiche dei personaggi di Frozen.
Anna è in toto veramente poco tollerabile. Di fatto è un cartone animato in carne ed ossa, e la cosa dopo pochissimo stanca. Con Elsa invece la caratterizzazione è un po' più tranquilla, forse anche perché Elsa non aveva tratti caratteriali e comportamenti così smaccati su cui calcare la mano...e anche per questo appare dolorosamente evidente quando la sceneggiatura del telefilm tenta a forza di ricreare momenti del cartone.


Però sono soddisfatta almeno del fatto che, anche se solo per effetto di un incantesimo, abbiano affrontato (per circa 5 secondi) la questione degli effetti emotivi dovuti all'isolamento forzato di Anna e il rancore legato al fatto di essere cresciute come due estranee per scelta di Elsa. Sarà stato pure solo un confronto mezzo-abbozzato ma è più di quanto non si possa dire del cartone originale.

Sempre della serie "plot-devices spudorati", invece, Elsa nel presente ritrova Anna utilizzando una collana fatata che esaudisce i desideri (?) dopo che Anna, Kristoff e tutto il Regno di Arendelle sono rimasti convenientemente congelati per 30 anni in attesa.
Adesso sì che riconosco quella scrittura un po' a caso degli sceneggiatori di OUAT :)

Gli sceneggiatori di OUAT e le loro idee a caso.
Mi erano mancati.

Anche la risoluzione della crisi avviene grazie all'ennesima coincidenza fortuita e causale, ed è all'insegna del buonismo: guardacaso, del potale-ex-machina che ha riunito Anna ed Elsa, è arrivata anche la bottiglia contenente il messaggio lanciato dai defunti sovrani di Arendelle prima di affondare nella tempesta. A quanto pare, nel bel mezzo della tempesta perfetta, Gerda ha avuto il tempo di scrivere una lunga e dettagliata spiegazione/confessione, in cui si scusava con Elsa, Anna e Ingrid per le sue discutibili scelte genitoriali e non , scatenando così una crisi di coscienza in Ingrid e il suo sacrificio per spezzare la maledizione su Storbrook.
Peccato perché mi intratteneva vedere Biancaneve, David e Regina litigare come gatti randagi.

i BUONI SENTIMENTI

In mezzo a tutto questo, c'è anche una sotto-trama che ha lo scopo di impostare l'arco narrativo della seconda metà di stagione: Gold è alla ricerca di un modo di liberarsi dal vincolo magico del Pugnale e, per farlo, coinvolge un riluttante Hook (non mi stancherò mai di vedere cuori luminescenti strappati da toraci...) e il cappello dell'Apprendista Stregone (in caso ve lo steste chiedendo: esatto, realizzato in mediocre CGI).

Oh Cielo, mi stavo dimenticando di Will Scarlett. Ma possibile che non riesca a trascorrere mezza serie in pace senza una nemesi? Dopo la dipartita di Neal (che ricordo sempre con grande soddisfazione.... La dipartita, dico), il nuovo candidato è Will Scarlett, il Fante di Cuori, che desidero morto al più tardi ieri. E io che pensavo di essermene liberata con l'ignominiosa fine di Once Upon a Time in Wonderland...


Di fatto, questa mezza stagione era tranquillamente skippabile: ci ha lasciato con pressoché nessun avanzamento nella storia (se non il fatto che Mr.Gold è stato temporaneamente bandito da Storybrook) e alcune domande irrisolte, tipo: Ma Henry a scuola non ci va mai? O anche: Perché e soprattutto COME Hook, in virtù del suo uncino, si ostina a indossare pantaloni di pelle attillati e capi di abbigliamento con 500 bottoni?
La risposta a nessuna di queste domande, nel prossimo appuntamento con il recap della seconda metà di stagione.

Serena