venerdì 5 maggio 2017

Il Tristo Mietitore - Terry Pratchett




"  I rapporti tra l'Università e il Patrizio, governatore assoluto e dittatore quasi benevolo di Ankh-Morpork, erano complessi e sottili.
   I maghi sostenevano che, in quanto servitori di una verità superiore, non erano soggetti alle leggi secolari della città.
   Il Patrizio diceva che sì, certo, le cose stavano così, ma che dovevano pagare le maledette tasse come chiunque altro.
   I maghi dicevano che in quanto seguaci della luce della saggezza, non dovevano fedeltà ad alcun mortale.
   Il Patrizio diceva che non si trattava di fedeltà, ma di una tassa comunale di duecento dollari pro capite l'anno, pagabile trimestralmente.
   I maghi dicevano che l'Università sorgeva su terreno magico ed era perciò esente da tasse; e che comunque non si poteva tassare la conoscenza.
   Il Patrizio diceva che si poteva eccome. Duecento dollari pro capite; e se il problema era il capite, a decapitare si faceva presto.
   I maghi dicevano che l'Università non aveva mai pagato tasse alle autorità civili.
   Il Patrizio diceva che non intendeva restare civile per molto.
   I maghi dicevano: si potrebbe addivenire ad un accordo amichevole?
   Il Patrizio diceva che quello era un accordo amichevole. Era meglio che non sapessero com'era quello non amichevole.
   I maghi dicevano che c'era stato un governatore un tempo, oh, sarò stato il Secolo della Libellula, che aveva cercato di dire all'Università cosa doveva fare. Il Patrizio poteva venire a dargli un'occhiata, se ne aveva voglia
   Il Patrizio diceva che ci sarebbe andato molto volentieri.
   Alla fine era stato convenuto che i maghi naturalmente non avrebbero pagato tasse; ciò nondimeno, avrebbero fatto una donazione interamente volontaria, di... ecco, diciamo duecento dollari pro capite, senza impegno, senza pregiudiziali, mutatis mutandis, da usarsi strettamente per scopi non militari e accettabili dal punto di vista ambientale.  "


"  «Beh, dicono che i diamanti sono i migliori amici di una ragazza, no?»
   DIAMANTI? OH. I DIAMANTI. DAVVERO?
Scintillavano come pezzi di stelle sul velluto nero.
   «Questa» disse il mercante «è una pietra di grande eccellenza, non crede? Noti il fuoco, l'eccezionale...»
   QUANTO E' AMICHEVOLE?
   Il mercante esitò. Sapeva tutto sui carati, sulla luce dei diamanti, sul taglio e sul fuoco, ma non gli era mai stato chiesto di giudicare una gemma sulla base della sua affabilità.
  «Abbastanza ben disposta?»
   NO.
   Le dita del mercante strinsero un'altra scheggia di luce ghiacciata.
   «Questa» disse, in tono di nuovo sicuro, «Viene dalla famosa miniera di Shortshanks. Posso farle notare la squisita...»
 Sentì lo sguardo penetrante trapassargli la testa.
   «Ma devo ammettere che non è nota per la sua gentilezza» disse in tono mesto.
   Il cliente in nero si guardò attorno con aria di disapprovazione. Nella penombra, dietro a sbarre a prova di troll, le gemme splendevano come occhi di un drago in fondo ad una caverna.
   NESSUNA DI QUESTE E' AMICHEVOLE?, disse.
«Signore, credo di poter affermare senza tema di essere contraddetto che non abbiamo mai basato la nostra politica di acquisti sull'amabilità delle pietre in questione» disse il mercante. Aveva la sgradevole sensazione che qualcosa non andasse, e di sapere, da qualche parte nella sua testa, che cosa non andava; ma c'era qualcosa nella sua mente che non gli permetteva di fare il collegamento finale. E la cosa gli stava dando sui nervi.
   DOVE SI TROVA IL PIU' GRANDE DIAMANTE DEL MONDO?
   «Il più grande? Facile. E' la Lacrima di Offler, nel santuario recondito del Perduto Tempio Ingioiellato del Destino di Offler, il dio Coccodrillo, nell'Howondaland oscuro, e pesa ottocentocinquanta carati. E per prevenire la sua prossima domanda, signore, le dico che personalmente ci andrei a letto insieme».  "


"  Morte abbassò o sguardo.
Ai suoi piedi c'era una piccola figura.
Si chinò a raccoglierla tenendola davanti alle sue orbite indagatrici.
   MI SEMBRAVA CHE MANCASSE QUALCOSA...
La Morte dei Ratti annuì.
   SQUITT?
Morte scosse la testa.
   NO, NON POSSO FARTI RIMANERE, disse. LA MIA NON E' MICA UN'ATTIVITA' IN FRANCHISING.
   SQUITT?
   SEI L'ULTIMA RIMASTA?
La Morte dei Ratti aprì una piccola zampa scheletrica. La piccola Morte delle Pulci alzò la testa, imbarazzata e speranzosa.
   NO. QUESTO NON PUO' ESSERE. IO SONO IMPLACABILE. SONO MORTE... L'UNICO E SOLO.
Guardò la Morte dei Ratti.
Ripensò ad Azrael nella sua torre solitaria.  
   SOLO...
La Mote dei Ratti lo guardò.
   SQUITT?

Immaginate una figura alta e scura circondata da campi di grano...
   NO, NON PUOI CAVALCARE UN GATTO. DOVE SI E' MAI SENTITO CHE LA MORTE DEI RATTI CAVALCA UN GATTO? LA MORTE DEI RATTI POTREBBE CAVALCARE UN CANE. 
Immaginate altri campi, una serie infinita di campi che si estendono fino all'orizzonte con dolci curve...
   NON CHIEDERLO A ME. CHE NE SO IO? FORSE UN TIPO DI TERRIER.
...capi di grano, vivi, che sussurrano nella brezza...
   BENE, COSI' PUO' STARCI ANCHE LA MORTE DELLE PULCI. COSI' SI PREDONO DUE PICCIONI CON UNA FAVA.
...in attesa dell'orologio delle stagioni... 
   METAFORICAMENTE PARLANDO.  "










A presto!
Serena

4 commenti:

  1. Vabbè, non ci sono parole per commentare Pratchett XD

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    1. Sono sempre più contenta e soddisfatta di star portando avanti la Rilettura Sistematica <3

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  2. Non è il genere che leggo però potrei cimentarmi!

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    1. Tentar non nuoce... ;) Anche io, tanti anni fa, ho scoperto Pratchett un po' per caso ^^

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