lunedì 11 dicembre 2017

Commento ergo sum: Famous in Love - season 1


Iniziamo con un po’ di onestà: dopo essermi goduta Riverdale in maniera quasi imbarazzante, mi sono ritrovata con un certo quantitativo di cattiveria repressa da sfogare in qualche modo... e questo potrebbe aver influito nella scelta dell’agnello sacrificale della mia visione successiva... Insomma, parliamoci chiaro: un po' speravo che fosse una roba molto molto brutta da demolire.

Le trash-pettative salgono...
Non ricordo esattamente le circostanze, ma un annetto fa avevo sentito parlare per la prima volta di questa nuova serie che, fra i tanti vanti di cui si fregia, ha fra i suoi produttori esecutivi Malrene King, autrice di quella perla di trash che è Pretty Little Liars e risposta YA a Shonda Rhimes. Da qui senz'altro capirete le mie aspettative tendenti al decadentismo televisivo... mitigate solamente e irrazionalmente da un'unica scena di un qualche spot:

Do tutta la colpa alla ambientazione fake-50s che fa sembrare tutto più bello.
Chiamatemi ingenua, ma per un breve istante ho sperato che questa serie potesse riservare una qualche sorpresa, magari nel tono o in qualche personaggio... Forse speravo in qualcosa di più frizzante, di più flirty e con qualche guizzo ironico. Invece è esattamente il tipo di show mediocre e piattamente standard ci si aspetterebbe da Feeform (ex-ABC Family). Che se in confronto la CW produce tv di qualità, proprio vergogna.

I primi minuti sono quelli che già si erano visti in trailer e anteprime clip, con musica pop lamentosa a sottolineare la profonda vita interiore della protagonista, insinuando il dubbio di quali sacrifici siano stati fatti per il successo... eccetto che, pur avendo già concluso la prima serie, io ne so ancora più o meno tanto quanto prima. Perché qui regna il controsenso assoluto e adesso vi spiego cosa intendo. Se da una parte, posso assicurarvi che nulla in questa prima stagione giustifichi queste assurda ma stilosa scena iniziale (direi che non ci siamo ancora arrivati, forse avrò più fortuna con la stagione 2) dall'altra, tutte le dinamiche tra i personaggi sono talmente telefonate e dolorosamente prevedibile sin dal Pilot che onestamente mi domando come siano materialmente riusciti a post-porre tutti i drammi negli ultimi 4 episodi. Su 10. Sul serio.

La protagonista è Paige Townsand, giovane studentessa di economia che condivide una casa enorme (che credo sia stata costruita su un antico cimitero indiano, altrimenti non c’è spiegazione su come tre studenti al verde se la possano permettere) con i due migliori amici, l’aspirante attrice Cassie e l'aspirante manzo regista Jake. Tempo due minuti due di Pilot e Paige viene trascinata ad un’audizione (alla quale, come nella migliore tradizione, non voleva nemmeno partecipare) dall'amica Cassie e ovviamente viene scelta al suo posto come leading-lady nel nuovo franchise, che viene definito “la più grande serie dopo Harry Potter”, ma a me fa venire più in mente un mix tra i viaggi nel tempo di Outlander, le giacche di pelle di Greese, la componente sentimentale (oltre che la frenesia mediatica) di Twilight e -non so come- l'elemento paranormale di Sorellina e il principe del sogno. Non chiedete.

Alla suddetta audizione, oltre che far andare in brodo di giuggiole registi e produttori, Paige fa anche innamorare a primo sguardo Rainer (affermato attore belloccio dal passato burrascoso e da playboy,) grazie alla sua “spontaneità” e "genuinità". Ora calma, soffermiamoci un attimo su questo aspetto.

Mamma quanto sono spontanea
Sì sì, è proprio spontanea.
Uno degli aspetti qui quali si insiste molto, sopratutto nei primi episodi è come Paige, a differenza di tutte le altre (nel mondo, nel’universo, non saprei) sia sincera e genuina, cosa che viene mostrata con lo stesso trito meccanismo di tutti i YA mal scritti EVER: quando è nervosa parla veloce ed è affetta da diarrea verbale. Il che dovrebbe essere percepito come "adorabile" dallo spettatore... ma, personalmente, gli unici sentimenti che mi ispira sono stanchezza esistenziale e scetticismo. Sì, perché Bella Thorne, per quanto non sia nemmeno tanto cagna, mi sembra ancora mortalmente affetta da quella sindrome da recitazione Disney che fa recitare tutte le scene di gioia ed entusiasmo come un bambino in rush da zuccheri durante la recita di fine anno delle elementari. Cioè, in quelle scene è proprio legnosa forte. Mentre invece quando deve fare gli occhi dolci e/o versare la lacrimuccia,  ci riesce pure povera stella. Ma il top è quando deve lamentarsi di qualcosa che, torto o ragione che abbia, risulta sempre in quel tono miagolato e lagnoso che finora consideravo tademark solo di Katherine McNamara di Shadowhuters.

I vertici del triangolo amoroso sonon Paige, Rainer e il sopracitato di lei coinquilino Jake. Sin dal minuto 3:50 (me lo sono segnato, sul serio) partono le blue balls i puppy-eyes da cane bastonato di Jake, che è chiaramente innamorato di Paige -ma per motivi non chiari non le ha mai detto nulla- e che decide di farsi avanti 5 minuti prima che lei diventi famosa, per poi fare marcia indietro prima della fine del secondo episodio... ma questo non gli impedisce di offendersi mortalmente ogni volta che non viene bellamente cagato dalla Paige, dando così il via a tutta una serie di contest a Chi si lagnerà di più oggi? con la sua quasi-fiamma. Spoiler allert: vince comunque lei.
Dal canto suo, Paige chiaramente contraccambia i sentimenti di Jake, ma quando inizia a lavorare con Rainer, inizia anche a sviluppare complicità e attrazione per lui che, francamente, è l’unico ad avere un minimo di carisma là dentro. Agisce come un c******e in ogni situazione, ma almeno lo fa ispirando un po’ di simpatia.
Ora dal momento che non sono del tutto rincitrullita, mi sono preparata bene per questa recensione spolverando il mio amico Renato.


Lo sapevo benissimo che la trama sarebbe stata fortemente permeata dalla presenza dell'ineludibile triangolo amoroso, e sono sempre pronta alla sorpresa inattesa ... *coff coff Roverdale coff coff*
Ma francamente speravo in qualcosa di un po’ meno pigro, suvvia. Questo è proprio l’archetipo dei triangolo inutile e strascicato all'infinito. Di quelli in cui si fanno sempre un passo avanti e tre indietro, quelli in cui non succede mai il nulla assoluto per 8 episodi e poi tutto insieme negli ultimi 2, quelli che sono costruiti sull'incapacità di due individui a formulare frasi di senso compiuto come personcine diplomate. 
Se non altro, Paige dimostra una certa “chimica” con entrambi i fanciulli (mostrata allo spettatore tramite luuuuuuuuuuunghe occhiate languide con musica mielosa di sottofondo). Insomma, sceneggiatori meno pigri avrebbero potuto ideare qualcosa di interessante (o almeno infinitamente più trash e divertente). E invece. La noia ma quella grossa.


I personaggi in generale sono caratterizzati con i piedi. Nel senso che hanno una caratterizzazione, ma i loro caratteri sono irritanti.
Paige in particolare è davvero difficile da digerire. Se nei primi episodi gli sceneggiatori cercano in tutti i modi di forzarci giù per il gargarozzo quanto Paige sia “speciale”, a partire da metà serie inizia una deriva verso lagna egoista, che levati. Di nuovo, non sono del tutto irragionevole, avrei capito se avessero voluto mostrare come Paige, il cui mondo sta cambiando radicalmente senza che lei ne abbia davvero il controllo, avesse cercato di tenersi aggrappata alle sue -almeno fino a quel momento- certezze in maniera anche un po’ irrazionale, avrebbe avuto senso e mi sarebbe stato bene. Il probema è che lei si comporta come una lagna egoista e capricciosa, che non solo fa scelte idiote ad in ogni occasione, offendendo tutti i suoi “amici” (su questo torneremo dopo) ma continua pure a ripetere la stessa scena e gli stessi errori con tutti i suoi amici. Virgola per virgola. E l’unica consolazione è che, se non altro, le viene rinfacciato più di una volta. Non che serva a qualcosa, ne inteso.
Di nuovo, questo è quello che succede quando caratterizzi i tuoi protagonisti con l'ascia bipenne. 
E, giusto per ricordarci che lei non è una diva ma "una ragazza come te e me", anche Bella Thorne (o i suoi autori) decide di mostrarci la sua interpretazione di “nerd studiosa”, regalandoci scenette deliziose tipo:


Vedo che qualcuno è andato alla Taylor Swift School of Acting.

Per quanto riguarda la dinamica di amicizie tra Paige, Cassie e Jake, le cose vanno grosso modo come ci si aspetterebbe anche senza aver visto un singolo trailer. I personaggi passano più tempo ad autoproclamarsi i Three Amigos e a parlare di fantomatiche "tradizioni" del gruppo che a mostrare effettivamente la loro amicizia. E, di nuovo, l'unica cosa positiva che posso dire a riguardo è che almeno hanno aspettato la fine della serie per giocarsi la carta della migliore-amica-che-si-finge-di-supporto-ma-in-realtà-è-gelosa.

Nel corso della serie saltano fuori tutta una serie di segreti i Pulcinella, come l’identità del vero padre di Rainer, il passato segreto di Jordan (altro co-protagonista del fantomatico film, passato misterioso, protagonista di alcuni plot point dei quali non ho parlato, niente a che vedere con il triangolo) le tresche di Jordan e della madre di Rainer e -dulcis in fundo- chi ha ammazzato il giornalista scandalistico impiccione negli ultimi 10 minuti di episodio? 

Rainer ubriaco è uno spasso.
Mi spiace che il suo personaggio abbia un problema con l’alcol,
perché un po' di fattore LOL non guasterebbe in questa serie
Ma il vero mister della serie è : di che diamine parla questo fantomatico film?!!? Le scene e le riprese che vengono mostrate non hanno il benché minimo senso se collegate insieme e, onestamente, penso che sarebbe spassoso se gli sceneggiatori avessero attivamente deciso di inserire delle "finte scene di film" il più incomprensibili possibile nella serie, giusto per il LOL. Ma questo denoterebbe un grado di impegno nello script francamente inverosimile.

Insomma, io speravo in qualcosa di meravigliosamente contorto, over the top e nonsense e invece i miei desideri non sono stati esauditi. Niente di bello abbastanza da sorprendere o di brutto a sufficienza da ridere, solo prevedibile e un po' noioso.
Non sprecate il vostro tempo.




A presto,
Serena





P.S.: Della serie, cameo inesplicabili: qualcuno mi spiega perché dovrei sentirmi emozionata all'idea del cameo di Chad Lowe (il padre di Aria in PLL)?? Cioè, capirei una Shasha Pieterse, una Ashley Benson o anche uno qualsiasi dei portatori sani di addominale (dipinto) che facevano da love interest, ma questo... bah.

Non capisco.

martedì 5 dicembre 2017

Recensione: "Demon's night" di Gena Showalter

TITOLO: Demon's night (Lords of the Underworld #1)
AUTORE: Gena Showalter
EDITORE: harlequin mondadori

TRAMA:
Un guerriero immortale costretto da una maledizione a morire e a risorgere ogni notte... Una giovane donna mortale tormentata dagli echi del passato...Da sempre Ashlyn Darrow sente le voci delle persone che il destino ha condotto in quei luoghi. Un tormento che non le dà pace, finché non viene a sapere che nella cupa fortezza alle porte di Budapest vivono delle creature dai poteri soprannaturali in grado di salvarla. Quando incontra Maddox, un impetuoso guerriero prigioniero di un inferno tutto suo, per lei è come un sogno che si avvera. Le voci improvvisamente tacciono, e una passione irresistibile l'attrae verso quell'uomo cupo e affascinante. Ma ogni bacio, ogni carezza, la conducono più vicino alla distruzione, e a un'estrema prova d'amore. 







RECENSIONE:
Nella mia personale esperienza, solo due metodi si sono rivelati efficaci nello sconfiggere una reading slump: leggere Terry Pratchett o leggere Gena Showalter. Per due motivi completamente differenti. 
Ora, io Terry Pratchett non lo riesco a recensire perché amo lui e tutte le sue opere in maniera incondizionata... ma la Showalter oh sì che la posso recensire.

Perché il Natale è dietro l'angolo.
Non lasciatevi ingannare dalla copertina anonima e dal titolo generico, perché questo non è solo un libro con un demone sexy, una vergine inconsapevole e una redenzione telefonata... questa è la rivisitazione Showalteriana di tutta la mitologia greca sulla quale sia riuscita a mettere le mani, ibridandola con un’operazione alla Frankenstein un po' per comodità e un po' a caso. Sono previsti scrosci di cose a caso, con possibilità di WTF.
Abbiamo un guerriero immortale, Maddox, legato da un tot di maledizioni (perché solo una faceva miseria) al demone della violenza, del quale ha causato la fuga dal vaso di Pandora (ehm....ok) scatenando l’ira degli Dei Greci. Ovviamente è anche sexy e tormentato, e che ve lo dico a fare?
Poi abbiamo Ashlyn che è vergine, ignara della propria bellezza, sente le voci e "miagola come un gattino soddisfatto" quando viene sfiorata da Maddox. 
Eh: sì, questa era esattamente una citazione letterale.


Provo a riassumere le premesse, ma non prometto nulla di comprensibile: Maddox e altri 5 guerrieri nelle sue stesse condizioni vivono in una villa isolata e fortificata a Budapest. Ashlyn lavora per un'agenzia che studia il paranormale ed ha un potere lei stessa che la obbliga a sentire i pensieri di tutti quelli che sono passati nel luogo in cui si trova e decide di avvicinarsi alla villa nella speranza di riuscire a liberarsene con l'aiuto delle "creature angeliche" che di cui si vocifera in città. Ovviamente lo fa da sola, senza avvertire nessuno o portarsi una scorta o un’arma.
Lui prima cerca di ucciderla scambiandola per una spia nemica (...ok....), poi la rapisce e nel giro di 24 ore sono perdutamente innamorati, pronti a sacrificare la vita l'uno per l'altra e morbosamente inseparabili. C'entra anche una saponetta la pino silvestre, ma questo è un dettaglio destinato ad un'audience adulta. 


Ma questa non è nemmeno la parte interessante perché, per quanto possano intrattenermi l'assoluta mancanza di dignità della protagonista, i dialoghi ridicoli e le dettagliate ma allo stesso tempo metaforiche (non chiedete, n.d.b.) descrizioni degli accoppiamenti tra i due, il punto forte del libro è tutto il resto delle cose gettate a piene mani nella storia. La maledizione cui è sottoposto Maddox è ridicolmente contorta (i suoi amici devono sventrarlo ogni notte, che poi lui passa negli Inferi tra mille sofferenze (leggendo gli altri libri della serie della Showalter, credo) per poi resuscitare al mattino), in più deve tenere sotto controllo questo demone della Violenza a cui è legato e fare da babysitter a un’altra mezza dozzina di disgraziati come lui, tutti più o meno piacevoli come sbattere il mignolo contro lo stipite della porta, ma dark&brooding, quindi –donne- dobbiamo farceli piacere. Quelli che sembravano essere sei guerrieri, si scoprono poi essere dodici mila guerrieri immortali (solo quando serve alla storia) tutti legati a demoni di vario tipo, come per esempio i demoni del Dolore, dell'Ira, della Promiscuità, della Morte, della Menzogna, della Sfortuna, delle Tartine-che-Cadono-Dal-Lato-Della-Marmellata e del Trovare-L'Ultimo-Strappo-di-Carta-Igienica-In-Bagno (disclaimer: un paio potrei essermeli inventati sul momento).


Poi c’è una sottotrama legata all'Organizzazione Paranormale per cui la protagonista ha lavorato per tutta la vita, senza rendersi conto che sono ovviamente cattivi come il fisco (come sempre, non me ne vogliano gli amici del Fisco. E' un modo di dire), perché se sei protagonista devi essere anche tronata, a quanto pare. Aggiungici le voci incorporee dei Titani (eh?? Ma non erano stati gli dei a maledirli? Adesso che c’entrano i Titani??) che ordinano ai Demoni di uccidere altre donne random e di ritrovare il vaso di Pandora. E vogliamo parlare della faida interna tra le due fazioni di guerrieri? O la back-story con tanto di flashback con divinità greche, il vaso di Pandora rivisitato e riscritto, nani, ballerine e orsi acrobati? O la sequela di scelte inspiegabili compiute dai protagonisti che, anche per fare cose elementari, seguono un po’ la strategia della mosca impazzita che sbatte contro i vetri della finestra?
Perché: perché limitarsi ad un plot point, quando possiamo avere tutti i plot point?

E la cosa migliore è che questo è solo il primo libro di una serie in cui ognuno dei guerrieri/demoni avrà un volume dedicato  E  ci sarà addirittura un pretesto di trama orizzontale alla serie. 
Gente, dimenticatevi tutto quello che credevate di sapere sulla mitologia greca e preparatevi "Mitologia Greca 101" secondo Gena Showalter. 
Dei, quanto amo quella donna.

Per il puro LOLZ


A presto,
Serena