sabato 16 novembre 2019

TBR Novembre/Dicembre 2019

Ben ritrovati :)

Vediamo se riusciamo a mantenere la cadenza di un post a settimana.


Gli impegni e gli appuntamenti mancati negli ultimi mesi mi hanno leggermente mandata fuori sincro con il ritmo dei WrapUP/TBR ma in realtà la cosa può tornare a mio vantaggio. Innanzitutto, il tempo che posso dedicare alla lettura si è inesorabilmente ridotto, quindi va da sé che le mie ambizioni di lettura si siano ridotte assieme ad esso... da cui, ecco a voi una TBR combinata per Novembre (o quel che ne rimane) e Dicembre 2019. Sono consapevole di star ancora una volta sovrastimando quello che riuscirò a leggere in questo mese e mezzo, ma gli audiolibri per fortuna mi son di grande aiuto per sopportare i quotidiani viaggi in auto, e per tutto il resto c'è Mastercard il weekend. 
Ma veniamo a noi. Le letture che spero di portare a termine entro la fine del 2019 sono:



Per primo, vorrei finire (sì, l'ho già iniziato e sono a buon punto) La memoria di Babel di Christelle Dabos, che attendo con impazienza dal momento in cui ho chiuso il secondo volume della serie e che so già mi precipiterà in uno stato di disperazione assoluta in attesa del quarto volume.
A seguire, Sei di corvi di Leigh Bardugo, che mi intriga parecchio ed è il primo di una duologia quindi al momento mi sembra più "abbordabile" di altre serie; Nevernight di Jay Kristoff, che fino a metà settembre è stato praticamente impossibile da evitare sui social (chapeau  alla Oscar Vault Mondadori per la strategia pubblicitaria) e Il re crudele di Holly Black.
E niente, in caso non si fosse capito sono rientrata in fase YA dalla porta grande XD.
Per terminare la sezione "cartacea", ho anche preso Persepolis, che decisamente non è YA.
Infine, per il reparto audiolibri da viaggio, ho intenzione di continuare la rilettura degli Harry Potter con La camera dei segreti e Il prigioniero di Azkaban. Perché non ho riletto la serie (se non i primi due libri) da quando è uscito I doni della Morte e perché solo la voce di Stephen Fry riesce a tenere a bada la mia road-rage da ora di punta. 



Alla prossima!
Serena

sabato 9 novembre 2019

Wrap-Up Settembre/Ottobre 2019

Benritrovati :)

Dopo ben tre mesi di latitanza a intermittenza sul blog, eccomi tornare con rinnovato entusiasmo e intenzioni di maggiore costanza. Non credo riuscirò mai a tenere un ritmo regolare sul blog, ma direi che ormai ci siamo un po’ tutti abitati ;) 
Quello di oggi è un Wrap Up cumulativo per settembre e ottobre... Perché ad agosto non ho letto assolutamente nulla e i mesi successivi sono stati piuttosto caotici. Incredibile ma vero, quest’anno sono riuscita a fare qualche giorno di vacanza all'estero (durante i quali non ho letto) e subito dopo ho iniziato un nuovo lavoro, quindi il mio tempo libero è stato drasticamente ridotto. Dal momento che per raggiungere l'ufficio devo fare un lungo tragitto in auto, ho deciso di investire quel tempo per al'ascolto di audiolibri invece che per insultare autisti idioti che non mettono le frecce e guidano come cerebrolesi e in questi due mesi sono riuscita a portare a termine la "rilettura" di Orgoglio e Pregiudizio e a dare il via ad una marathon dell'intera serie di Harry Potter. 

Background pattern's author: zcool.com.cn

Letture di settembre e ottobre:
Stupid smart di Jenn Hype      
Il risveglio della signorina Prim di Natalia Sanmartin Fenollera      
Wayward Son di Rainbow Rowell      
Orgoglio e Pregiudizio di Jane Austen (letto da Paola Cortellesi)      
Harry Potter and the Philosopher's stone di J.K. Rowling (letto da Stephen Fry)      


Stupid smart è stato il mio palate cleanser di inizio settembre per reimmergermi nelle letture, ma devo ammettere di esserne rimasta un po' delusa... avevo una mezza idea di scriver una mini-recensione dettagliando il mio parere a riguardo, ma non devo ancora decidere se farlo sul serio o lasciar perdere. 
Il risveglio della signorina Prim mi è stato caldamente consigliato da un'amica, e per la maggior parte mi era anche piaciuto molto... ma sono rimasta un po' interdetta dal finale, o meglio, dalla brevità con cui è stata chiusa la storia. Ancora provo sentimenti contrastanti quando penso a questo libro.
A quanto apre, questo periodo per me è stato la stagione dei libri controversi, perché anche Wayward son si è rivelato essere completamente diverso dalle mie aspettative... anche qui, vorrei scrivere una recensione a riguardo, ma dovrei prima scriverla anche di Carry On (anche se sarebbe un ottimo pretesto per rileggerlo...) e devo decidere se concretizzare il progetto o meno. 
Infine, i due audiolibri che mi hanno tenuto compagnia nei lunghi spostamenti in auto di questi mesi: Orgoglio e Pregiudizio e La pietra filosofale. Entrambi letti da due interpreti d'eccellenza (strepitosa Paola Cortellesi e il British National Treasure Stephen Fry) ed entrambi ancor più belli di quanto ricordassi 💙.

Insomma, sono abbastanza soddisfatta delle mie ultime letture, ma spero di riuscire a migliorare ancora sia la quantità che l'apprezzamento dei libri letti a novembre.

A presto con la TBR di Novembre!
Serena

domenica 27 ottobre 2019

Commento ergo sum: Sanditon


Con il ritorno della stagione autunnale, abbiamo finalmente assistito al ritorno dei period drama nel palinsesto televisivo inglese. 


Le nostre fortunate pupille sono dunque state deliziate da un nuovo sceneggiato di ispirazione Austeniana trasmesso da ITV: Sanditon
La mini-serie prende spunto dalla bozza dell'opera incompiuta di Jane Austen, "Sanditon" e ne sviluppa il nucleo secondo le ispirazioni degli autori televisivi che, avendo tra le mani del materiale parziale e molto grezzo, hanno dunque avuto il modo di sbizzarrirsi nel costruire una storia quasi completamente nuova e nel prendersi licenze poetiche a tutto spiano. E, credetemi, ci hanno proprio dato dentro con le licenze poetiche. 


Nel cominciare questo post di "recensione" mi sono genuinamente domandata se fosse il caso di rileggere o meno l'opera parziale d'origine ma ho infine deciso di astenermi. Il motivo principale, non voglio mentirvi, è la mia assoluta mancanza di tempo, ma ho anche considerato che mi sembrava superfluo andare a spulciare lo scritto della Austen, soprattutto considerando che si trattava di una primissima bozza embrionale che sicuramente sarebbe stata radicalmente rivista, modificata e corretta nelle fasi successive di scrittura. Ecco dunque il mio avvertimento per voi in merito a questo post: questo si tratterà di un riassunto/commento personale alla serie, senza nessuna pretesa di fare osservazioni sull'attinenza ai temi austeniani o sull'accuratezza storica. Sin dalle prime dichiarazioni dgli autori, ancor prima della messa in onda, appare evidente che la serie è stata concepita e sviluppata con una sensibilità più -diciamo- "moderna", quindi prepariamoci psicologicamente all'idea. Personalmente, sono disposta a riadattare le mie aspettative e a preparare il mio palato ad una serie meno classica del consueto... purché la storia sia sufficientemente d'intrattenimento e non siano presenti palesi e stridenti errori di anacronismo. 

Ma veniamo a noi.

*Spoiler da qui in poi*

Eroina della storia è Charlotte Heywood, giovane, spontanea e ancora ingenua ragazza di campagna, che viene invitata a trascorrere del tempo nella città di Sanditon, nascente località balneare che punta a farsi una fama al pari di Brighton. Durante il suo soggiorno, Charlotte viene ospitata da Mr. Tom Parker e dalla moglie Mary, e viene ben presto coinvolta nei piani sognanti e sgangherati di Mr. Parker  (patron dell'intera opera di sviluppo della città), oltre che introdotta nella società cittadina, facendo dunque la conoscenza di tutti gli altri personaggi di rilievo in Sanditon. In primis: Lady Denham, anziana gran dama e principale finanziatrice del rinnovamento di Sanditon, che unisce l'imperterrita volontà ad esprimere ed imporre qualsiasi giudizio (per quanto indelicato o maleducato) di Lady Catherine De Bourgh all'umorismo pungente (ma senza essere altrettanto elegante) della Contessa Madre Violet Crawley. Al suo fianco troviamo Miss Clara Brereton, nipote di modeste prospettive che le fa da dama di compagnia, e gli altri due nipoti/avvoltoi, i "fratelli" Edward e Esther Denham. In aggiunta troviamo anche il "giovane" Stringer (se ha un nome di battesimo, non ho idea di quale sia) aspirante architetto e primo fervente ammiratore di Charlotte; Miss Lambe, giovane ricchissima ereditiera di colore (credo proveniente dalle Indie Occidentali) sotto la tutela di Mr. Sidney Parker (vedi dopo), e altri due dei quattro fratelli Parker: Arthur e Diana, simpatici ipocondriaci e comic relief della serie. Infine, il protagonista maschile designato della storia è Mr. Sidney Parker, fratello minore del patron di Sanditon e versione infinitamente più altera e sgradevole del Mr. Darcy dei primi capitoli di Orgoglio e Pregiudizio.
Ora, in linea con quello che ho affermato nell'intro al post, il mio paragonare i personaggi di Sanditon a quelli di altre opere austeniane (e non) è semplicemente dettato da motivi pratici: 1) ho bisogno di dare un termine di paragone noto e comprensibile al volo, senza stare ad analizzare per mezzora il comportamento di ogni personaggio (abbiamo tutti di meglio da fare che stare qui a leggere 6 pagine di sproloqui della sottoscritta), 2) sono gli autori stessi a strizzarci pesantemente l'occhio infilando qui e là sequenze che palesemente richiamano scene di altri famosi adattamenti austeniani, wink-wink nudge-nudge e 3) perché il primo commento al personaggio di Sydney Parker che mi era venuto in mente di usare era un'analogia che coinvolgeva carta vetrata e zone anatomiche che davvero non dovrebbero essere accostate alla carta vetrata in nessun caso.

Sin dalla sua prima comparsa, Sidney è caratterizzato da quella arroganza standard di base che lo accomuna all'amato Mr. Darcy (e.g.: dà per scontato che Charlotte sia una cameriera a prima superficiale occhiata), ma questo starter-pack iniziale da eroe austeniano viene presto arricchito da comportamenti sempre più sgradevoli, come quando, durante il primo ballo tenutosi a Sanditon, prima domanda a Charlotte la sua opinione riguardo alle persone che ha conosciuto e poi le stacca quasi la testa con una tirata indignata, tacciandola di ignoranza e impertinenza, dopo che Charlotte ha osato fare dell'innocente (per quanto ingenua) ironia su alcune stravaganze caratteriali dei suoi fratelli.
Perché niente ci fa tifare per un personaggio maschile come un'aggressione verbale che lascia la protagonista basita, umiliata e in lacrime.


Come se non bastasse, al loro successivo incontro, in  cui Charlotte tenta di scusarsi civilmente, Sidney ritiene opportuno umiliarla nuovamente, così giusto per sport e per ribadire che lui no-no-,-non-è-il-love-interest-di-Charlotte-proprio-per-niente. Il nostro protagonista, rispettando la tradizione, trova particolarmente fastidiosa la tendenza di Charlotte a dire quello che pensa e a difendere le proprie opinioni, ma soprattutto sembra determinato ad esternare la propria contrarietà nella maniera più villana ed aggressiva possibile. Tutt'altra storia è invece il giovane Stringer, che guarda Charlotte con l'amore incondizionato di un Setter Irlandese davvero gente, se gli esseri umani avessero la coda, il giovane Stringer non farebbe altro che scodinzolare e la ammira proprio per il suo candore ed esuberanza.

Della serie: scene che sono state apertamente omaggiate riprodotte dagli autori

Charlotte a questo punto sembra capire l'antifona e superare la propria timidezza nel mandarlo educatamente a stendere... il che sarebbe molto bello e female-empowering se, 5 minuti dopo, non si lanciasse imperterrita in commenti confuso-sognanti parlando dello stesso Sidney Parker che mezzo episodio prima la trattava a pesci in faccia, senza che fosse successo nulla per "redimerlo" ai suoi occhi nel frattempo.
A onor del vero, anche Sidney si esibisce in occasionali sguardi da triglia rivolti a Charlotte, come quando vede la sua prontezza di spirito nell'aiutare un operaio gravemente ferito e aiutare il medico senza farsi impressionare dal sangue, quando osserva la sua pazienza ed affetto per i bambini, o quando la vede giocare egregiamente nella partita di cricket Lords VS Operai. (Esatto, avete letto bene. Lo so, lasciamo perdere, la cliché-itudine della cosa si commenta da sola).

In tutto questo, bisogna riconoscere a Theo James che il ruolo l'altero pezzo di merda gli viene benissimo. Come dimenticare il suo ruolo nel pilot di Downton Abbey (nel quale non solo sfoggiava un caschetto da Raffella Carrà che aveva dell'imbarazzante, ma moriva entro fine episodio) o la sua magistrale interpretazione di Four in Divergent e seguiti, nei quali, di fatto, faceva esattamente le stesse espressioni corrucciate/incazzate di questa serie? E si toglieva la maglietta, ovviamente. Quindi, anche in Sanditon: check e check.
Ebbene sì: anche in questo period drama, possiamo assistere a sequenze cardinali, come le memorabili e utilissime scene di Theo James che emerge dalle acque nudo come mamma l'ha fatto.  Hanno utilità pari allo zero ma, per perdinci-bacco, da quando questo ha mai fermato nessuno? Chiamiamola par condicio e andiamo avanti così. Anche perché, a dirla tutta, uno dei siparietti che lo vedono protagonista senza vestiti, dà anche origine a uno dei primi momenti in cui Sidney inizia a sembrare una persona quasi umana e sopportabile.

Aspettate, aspettate. Quella che vedo è forse chimica tra i protagonisti? 
Non ci posso credere.

In perfetto stile un-passo-avanti-e-diciotto-indietro, bastano pochi contrattempi per far riacquistare a Sidney tutta la piacevolezza caratteriale tipica di un'ustione di secondo grado nel punto della natica che appoggia sulla sedia e, considerando che una volta ad episodio (almeno fino al 5° di 8) lui e Charlotte si urlano dietro imperterriti in ogni luogo e in ogni lago, la sottoscritta ha cominciato davvero a preoccuparsi di quanto velocemente gli sceneggiatori avrebbero dovuto correre per far innamorare i due protagonisti entro la fine della prima stagione. E infatti, non ho avuto nemmeno in tempo di formulare il pensiero, che siamo passati da 5 episodi in cui gli avvenimenti si sono susseguiti con un ritmo normal-moderato, ad un 6° episodio in cui è successo DI TUTTO e qualcos'altro ancora.

Il glorioso sesto episodio si apre con Charlotte che scappa di nascosto a Londra per indagare sulla scomparsa di Miss Lambe: è forse fuggita con il suo spasimante (attivista per la liberazione degli schiavi e giocatore d'azzardo) Otis Molyneux? Ovviamente, tempo 5 minuti e Charlotte viene aggredita in un vicolo, ma ecco comparire dalla nebbia Batman Sidney che, in una città di 1 milione di persone (come ci ricorda lui stesso) la trova per caso giusto in tempo. Ma non c'è tempo per riflettere su quante leggi statistiche siano state frantumate fino a qui, c'è un rapimento da sventare! Miss Lambe, infatti, è stata venduta all'equivalente antropomorfo di Jabba the Hut per pagare dei debiti di gioco di Otis (what? how?? eh??) ed è in viaggio per la Scozia, verso un matrimonio contro la sua volontà (dubito che funzionasse così la legge in Scozia, persino all'epoca, ma ricordiamoci: licenze poetiche). È dunque giunto il momento della porzione action della serie, con Sindney che -dopo un rapido giro d'indagini in una bisca e in un bordello -con Charlotte al seguito- si lancia in un inseguimento in carrozza, con tanto di stunt acrobatico per saltare sulla vettura del marrano e seconda scazzottata dell'episodio. Pensate che sia finita? Vi sbagliate! Siamo solo a metà corsa. Una volta tornati tutti sani e salvi a Londra, Charlotte ha un semi-chiarimento con Sidney, seguito da uno cuore-a-cuore con Tom Parker, che le racconta del cuoricino infranto di Sidney anni or sono che lo ha reso così cinico e insensibile. Come se questo non bastasse per una piuttosto forzata inversione a U sentimentale, Charlotte e Sidney (e Tom) vengono tutti invitati ad un ballo in maschera, con tanto di scena Bella-e-la-Bestia-style di Charlotte che scende una scalinata tutta carina e in ghingheri e conseguente sguardo da trota salmonata di Sidney.

Appena pescato.

Al ricevimento, i due ballano una danza tutta sguardi e sottintesi, ma non prima che Charlotte abbia avuto la possibilità di spiattellare ogni dettaglio della vita sua e di tutti i suoi conoscenti ad una perfetta sconosciuta che se ne stava su una balconata in disparte (per evitare le ragazzine confuse e chiacchierone, mi immagino). Si scoprirà poi che la dama è niente meno che Lady Susan, l'amante del Principe Reggente, ma la cosa in questo riassunto non ci ci interessa, se non per il suo valore di ennesima presa in giro della statistica (siamo a Londra eh. Non a Castelnuovo di Ceva). A fine serata le cose sembrano mettersi per il meglio: Sidney si sta comportando da persona civile e -udite udite- galante, Charlotte è ormai bella che andata e sta preparando mentalmente il corredo nuziale, ma COLPO DI SCENA: Eliza Campion, la dama che ha spezzato il cuore di Sidney anni or sono preferendogli un vecchio riccone, E' QUI!


Ed è recentemente diventata vedova, giusto in tempo per riprendere ad ammaliare Sidney sotto lo sguardo affranto di Charlotte.
La situazione di questo rombo sbeccato (perché, non dimentichiamoci del povero Mr. Stringer che guarda Charlotte con gli occhi a cuoricino in ogni scena in cui appare anche solo di sfuggita) in realtà non si trascina troppo a lungo: nel giro di un solo episodio Mr .Stringer si ritira in un angolo a leccarsi le ferite, dopo aver capito che Charlotte non solo non è innamorata di lui, ma nemmeno si è accorta della sua adorazione (Ouch. Quella è stata dura da guardare. Povero, cuccioloso Mr. Stringer), Sidney -istigato da Eliza- non perde l'occasione di comportarsi come un dito in culo villano nei confronti di Charlotte, ma nel giro di pochissimo cambia idea e pianta in asso Mrs. Eliza per andare a praticamente dichiararsi a Charlotte, complice anche una... sexy lezione di canoa (?). No, davvero, mentre guardavo quella scena non sapevo se ridere per l'assurdità o farmi prendere da risatine imbarazzate perché, in fondo infondo, stava funzionando.

 
 
Dichiarazioni d'Amore a Caso e Dove Trovarle.

Mi pare giunto il momento di approfondire anche la nostra conoscenza dei personaggi secondari della storia, partendo dai "fratelli" Denham e da Clara. Vi posso dire? Sono rimasta inaspettatamente abbastanza soddisfatta dalla gestione di questo lato della storia. Mentre Charlotte se ne gira per Sanditon a litigare/fare gli occhi dolci a Sindey, da  questa parte della città si verificano le cose davvero intriganti e vagamente creepy. Tutti e tre gli interessati, sin dalla loro prima apparizione, hanno quell'aria vagamente inquietante di chi sai sta nascondendo degli scheletri nell'armadio, solo non sai ancora quanti.


Edward Denham in particolare irradia antipatia e senso d'inquietudine, in maniera francamente sfacciata, senza quasi bisogno di aprire bocca. Sarà per quello che non mi sono scomposta più di tanto quando gli sceneggiatori si sono giocati la carta "incesto" tra lui e la sorella. Ma aspettate a tirar fuori i vostri sali da svenimento: si scopre poco dopo che i due non sono parenti di sangue, ma fratellastri solo in virtù del matrimonio dei rispettivi genitori e, per giunta, non hanno consumato manco-per-niente. Che, okay, è comunque poco consono e gli attori se la giocano appositamente per farla apparire ancora più creepy dello strettamente necessario (e io apprezzo lo sforzo)... ma la verità è che gli spettatori moderni hanno poco da fare gli schizzinosi visto che il "fratellastri non imparentati che si innamorano" è tipo la spina dorsale di tutto un sottogenere di new adult, ma va beh e poi c'è anche la questione Lannister, ma è un pachiderma talmente ingombrante in salotto, che quasi quasi non lo voglio nominare. Anche qui, la cosa sembra iniziare molto macchiettata, con i due cattivi designati che passano tutto il tempo a complottare in angoli bui (quasi letteralmente) e a ripetersi in continuazione cose segretissime in atteggiamenti equivoci, giusto per consentire ai passanti acquattati dietro agli stipiti di sentirli.

Facce da Ohibò, siamo stati scoperti

Eppure, con il passare del tempo, i loro personaggi vengono definiti in maniera vagamente più tridimensionale. Edward si conferma un laido opportunista che chiaramente illude Esther più per attrazione fisica e per averla in suo potere che per vero sentimento, e nel frattempo non disdegna l'idea di andare ad inzuppare il biscotto altrove senza troppe remore. Esther d'altro canto, parte come mean girl di una cattiveria quasi comica per quanto palese, ma si scopre essere più fragile di quanto sembri, oltre che completamente infatuata e succube di Edward e delle sue vacue promesse. Sempre stronza eh, ma con delle sfaccettature. Clara, è forse la peggiore dei tre no, non  vero, è sempre Edward il peggiore. Fa delle cose aberranti (per gli standard di un romanzo regency, capiamoci) come mettersi a """maneggiare""" Edward dietro ad un albero, sin dall'episodio unissimo. A mo di spiegazione per la propria "esperienza", lascia intuire a Charlotte (che ovviamente li aveva beccati. Statistica, no?) di essere vittima di passati abusi... ma quando stai per crederle, ecco che commette qualcos'altro di assolutamente indegno: complotta alla spalle della zia, mente, ricatta, sputa cattiverie giusto per il gusto di ferire, e la lista continua. Oh, perbacco, ho menzionato Edward Denham e Clara che al 6° episodio (ve l'ho detto che succede di tutto) copulano sul pavimento del salone di Lady Denham, dopo aver bruciato il testamento della Signora in fin di vita e patteggiato la ripartizione dell'eredità? No? DEVE ESSERMI SFUGGITO.


Da una parte penso che volessero caratterizzare Clara come una "sopravvissuta" che ha dovuto imparare ad essere senza scrupoli e a sfruttare ogni occasione a proprio vantaggio, ma dall'altra le fanno commettere delle azioni talmente bieche e ipocrite, che mi viene un po' il dubbio di aver proiettato interpretazioni a caso sul personaggio. E di certo gli occhi da pazza che l'attrice riesce ad esibire di quando in quando, non aiutano.
Tutto è bene quel che finisce bene però ed entro fine stagione Lady Denham si riprende miracolosamente, Edward vine diseredato, Clara scacciata ed Esther si ravvede (Più o meno. Più sì che no, dai), diventa unica erede di Lady Denham e si sposa con il ricco (ormai ex-)scapolo incallito Mr. Babington, come conseguenza di un B-plot che non ho avuto il tempo di trattare ma che aveva un ché di veramente shippabile coff coff quasi più dei protagonisti coff coff.

Awww

Ma ora, veniamo al finale di stagione
Dopo una dichiarazione d'amore piuttosto improvvisa (gif di cui sopra), l'ultimo episodio della stagione vede Sindey e Charlotte impegnati in una serie di chiacchiere di circostanza e scenette incantevolmente imbarazzanti. Nessuno dei due sa bene come comportarsi dopo la confessione sul finale del settimo episodio, il che ci regala momenti di tv piuttosto adorabili, che mi fanno quasi dimenticare che Sidney ha un tasso di recidiva nel comportarsi da stronzo che ha del preoccupante, e che non ha ancora fatto praticamente nulla per potersi dichiarare "redento" e nemmeno "much improved".

 
 

In occasione dell Ballo di Mezza Estate di Sanditon, Sidney coglie l'occasione per portare Charlotte sullo stesso balconcino in cui l'aveva maltrattata nel primo episodio (...che romantico...?) e eloquentemente quasi farle la proposta di matrimonio. L'unico problema è che la legge non scritta delle serie televisive parla molto chiaro: se entro il decimo minuto di episodio i due protagonisti si sono già scambiati il primo bacio ed entro il ventesimo c'è un tentativo di proposta di matrimonio, necessariamente qualcosa di orribile deve essere lì lì per succede. Più di una cosa, preferibilmente. Nello specifico, la proposta di matrimonio viene interrotta da una scenata di Edward Denham e da un incendio che scoppia nei cantieri di Sanditon, causando il decesso del padre del giovane Stringer e la completa rovina di Mr. Parker che, da bravo pollo, non aveva assicurato l'opera. Come se non bastasse, dato che le disgrazie amano con particolare sadismo l'effetto domino, ecco che arriva la seconda e ben peggiore mazzata, questa volta per Charlotte. E non ditemi che non avete intuito di cosa si tratta perché non ci credo. Siete pronti? Tutti insieme!

Per salvare dalla rovina il fratello, Sidney va a Londra e si fidanza con Eliza Campion (e soprattutto con il suo cospicuo patrimonio)!

Seguono varie scene di sguardi affranti, Eliza Campion che balla vittoriosa sul cuore spezzato di Charlotte, ultimo addio carico di pathos tra Charlotte e Sidney con ultimo sguardo da branzino pescato di Sidney e.... titoli di coda. 


Maaaa..... scusate, mi sono persa qualcosa? Insomma, possono mettermi tutte le scene lacrimevoli che vogliono, ma in questo momento sono più che altro concentrata nel decifrare il perché e soprattutto il come di quest'ultimo plot-twist. I casi sono due: 1) Eliza Campion è talmente meschina che ha sfruttato la situazione disperata dei Parker per "ricattare" Sidney e farsi sposare (e sembra proprio che gli sceneggiatori spingano su questa interpretazione, anche se mi domando: cosa ci guadagna lei? Essere sposata con un uomo che la tollera solo per denaro? Bah.) 2) Sidney effettivamente è ancora un po' pezzo di sterco e sta sfruttando i sentimenti che la sua ex gli ha rinnovato per mettere le mani sui soldi che servono al fratello. Che sì, okay, cercano di vendercelo come sacrificio per amore del fratello e sì, okay, cercano anche di dipingere Eliza Campion come una perfida bulla che ama mettere il dito nella piaga... ma direi che la discriminante principale qui è il grado di consapevolezza (non chiaro) che Eliza ha dell'intera situazione. Quindi ricapitolando: se va bene (opzione 1) hanno deciso che Eliza sarà la nostra nuova cattiva macchiettata e malvagissima degna di un episodio di Sailor Moon, ora che siamo a corto di villains; se va male (opzione 2) Sidney è più un Willoughby che un Darcy, e in tal caso: per carità del Signore, Charlotte sposati il giovane Stringer, andate ad aprire uno studio di architettura (o qualsiasi sia l'equivalente dell'epoca) a Londra e sfornate 19 pargoli per battere il record della famiglia Haywood (perché, non ho avuto modo di aggiungerlo prima, ma Charlotte ha qualcosa come 13 fratelli. TRE-DI-CI.).

Guardate che faccine affrante...

Ok dai, commenti finali che vi ho tediati già a sufficienza. Mi sono divertita un mondo. All'inizio ero semplicemente contenta di poter vedere l'ennesimo period drama (se ci sono corsetti e redingote in vista, avete il mio voto) ma, intorno a metà serie, ho proprio iniziato a divertirmi. Bisogna ammettere che non sempre ridevo con la serie, ma della serie, ma in fin dei conti va bene lo stesso.
Capisco che gli amanti più duri-e-puri dei period drama fatti in in un certo modo non amino le libertà che si prende questo adattamento, ma da lì ad accusare lo sceneggiatore Andrew Davies di far "rivoltare Jane Austen nella tomba", mi sembra che ne passi. Ricordatevi che ho letto The truth about Mr. Darcy e Impulse and Initiative, quindi so di cosa parlo.
Di fatto questa serie è un mix non sempre perfettamente coeso di elementi diversi, con il fascino degli sceneggiati in costume, ma anche abbondanti palate di plot-twist e scene risqué di gusto molto più moderno, e una spolverata di nonsense che, capisco assolutamente, non sia per tutti i palati.
da quel che ho letto, molti spettatori sono rimasti sommamente indignati dal cliff-hanger del finale  perchè "non è un classico happy ending alla Jane Austen" ma, considerando che ancor prima della messa in onda dei primi episodi i creatori della serie avevano già preannunciato il finale sospeso e il desiderio di continuare con  una seconda stagione, non capisco proprio da dove venga tutto lo stupore. O dove sia il problema, a dire il vero.
Vedremo sei gli ascolti realizzeranno le volizioni degli sceneggiatori o meno.
Per quanto mi riguarda, mi auguro caldamente che ci sia una seconda serie, un po' per la mia curiosità di vedere come gli autori caveranno Sidney Parker dall'impiccio del matrimonio d'interesse, un po' perché è bello che ci sia un period drama di stampo un po' diverso, per andare incontro anche ad altri gusti... ma soprattutto perché, in fondo, chi non ama un bel Lieto Fine?



A presto,
Serena

domenica 1 settembre 2019

Commento "Caraval" di Stephanie Garber

A volte ci vuole uno steaming pile di nulla assoluto per ricordarmi che l'hype non è sempre mia amica. 


Vogliamo vedere il lato positivo di questa deludente lettura? Beh, è riuscita senza dubbio a raffreddare il mio entusiasmo nel comprare libri "a scatola chiusa" seguendo solo l'hype di della Book Community (visto? E io che mi ero messa lì a fare liste, classifiche, tecniche di auto-ipnosi e accendere ceri votivi per contenere la WishList...).

Ricorda, è solo un gioco...
Il mondo, per Rossella Dragna, ha sempre avuto i confini della minuscola isola dove vive insieme alla sorella Tella e al potente, crudele padre. Se ha sopportato questi anni di forzato esilio è stato grazie al sogno di partecipare a Caraval, uno spettacolo itinerante misterioso quanto leggendario in cui il pubblico partecipa attivamente; purtroppo, l’imminente, combinato matrimonio a cui il padre la sta costringendo significa la rinuncia anche a quella possibilità di fuga. E invece Rossella riceve il tanto desiderato invito, e con l’aiuto di un misterioso marinaio, insieme a Tella fugge dall’isola e dal suo destino… Appena arrivate a Caraval, però, Tella viene rapita da Legend, il direttore dello spettacolo che nessuno ha mai incontrato: Rossella scopre in fretta che l’edizione di Caraval che sta per iniziare ruota intorno alla sorella, e che ritrovarla è lo scopo ultimo del gioco, non solo suo, ma di tutti i fortunati partecipanti. Ciò che accade in Caraval sono solo trucchi ed illusioni, questo ha sempre sentito dire Rossella. Eppure, sogno e veglia iniziano a confondersi e negare la magia diventa impossibile. Ma che sia realtà o finzione poco conta: Rossella ha cinque notti per ritrovare Tella, e intanto deve evitare di innescare un pericoloso effetto domino che la porterebbe a perdere Tella per sempre…

da qui in poi
*SPOILER*

Il primo, grosso, insormontabile problema di questo libro, per me, è stata la protagonista. Rossella ha l'utilità, la memorabilità e le doti intellettuali di un soprammobile di peltro, unite alla tridimensionalità caratteriale e alla spina dorsale di uno strofinaccio da cucina. All'inizio della storia appare come una  vittima, succube del padre violento, e spinta a resistere da una sindrome da aspirante martire, che la rende pronta a sopportare tutto per amore della sorella Donatella. Proprio quando pensava di star per riuscire a sfuggire dal suo incubo personale, grazie ad un matrimonio combinato, viene coinvolta suo malgrado nello spettacolo magico/caccia al tesoro orchestrato dal misterioso e inafferrabile Lupin Legend.

art credit Gabriella Bujdosó
IG: @gabriella.bujdoso
Capiamoci, il mio problema non è il cliché della protagonista eccessivamente riflessiva, prudente, stoica e ovviamente traumatizzata da qualche personaggio brutto-e-cattivo; questo è un tipo di protagonista che non solo tollero eccelsamente, ma spesso vado anche a ricercare attivamente nelle storie che voglio leggere (lo so, abbiamo tutti dei talloni d'Achille). Il problema è che Rossella è di una demenza quasi preoccupante, con un'incapacità cronica nel prendere una decisione o, se per questo, nel seguirla coerentemente dopo averla presa. Riusciva a rimuginare per intere pagine e lo stesso a fare la scelta più idiota possibile (ma siamo a livello di "protagonista in lingerie di horror di serie B" eh...), il tutto condito con una sbalorditiva capacità di ripetere gli stessi errori, date le stesse condizioni al contorno, almeno 3 o 4 volte di fila. Le bastavano una mezza frase, un dettaglio insignificante o una soffio di vento più deciso per spingerla a cambiare idea, ripetutamente, o per farle ideare congetture basate sul nulla assoluto e che si rivelavano essere strampalate già nel giro di qualche pagina.
C'è una grossa differenza tra "riflettere cautamente su una situazione" e "farsi infruttuosamente e inutilmente le pippe mentali", e in nessun libro la differenza è palese come in Caraval.
In un gioco in cui le apparenze ingannano, i dettagli sono cruciali e non si sa di chi fidarsi, Rossella riusciva a prendere sempre e sistematicamente la decisione sbagliata, al momento sbagliato, per le ragioni sbagliate.
Ma nulla metteva in moto la girandola di giravolte mentali di Rossella come la presenza (e a volte nemmeno quella) del "co-protagonista" Julian ovviamente ho dovuto cercare il nome su internet, perché ho rimosso completamente tutto di lui, per dire quanto è utile. Julian è uno dei love-interest YA più generici, scialbi e monodimensionali in cui io sia incappata di recente. Non saprei descrivervi una sua caratteristica caratteriale nemmeno se da questo dipendesse la vita del mio cane (e, grazie al cielo, non ho un cane). Si limitava a comparire e scomparire dalla scena in maniera "misteriosa" aiutando marginalmente Rossella, ad essere "affascinante" e ambiguo agli occhi della protagonista, e ad alternare "sguardi disperati/tenebrosi" a sguardi ammiccanti. E quella banderuola priva di spina dorsale di Rossella continuava a saltellare dal  fidarsi al non fidarsi di lui praticamente ogni capitolo.
La sorella Donatella invece, per quanto compaia relativamente poco all'interno della narrazione, riesce lo stesso a spiccare per il suo essere capricciosa e manipolativa, o almeno così è apparsa ai miei occhi ho zero tolleranza per quel tipo personaggio, invece.

art credit taratjah
IG: @taratjah


Dopo circa un quarto di libro mi sono ritrovata in uno stato di hate-reading catartico, nel quale sfogliavo violentemente le pagine (tranquilli, nessuno libro è stato maltrattato durante la lettura di questo obbrobrio, nemmeno uno strappino), sbuffando sonoramente ad ogni nuovo capitolo e insultando ad alta voce la protagonista una pagina sì è l'altra pure, con esclamazioni del tipo "Sei scema?", "Ma allora sei proprio scema scema!!" e "A questo punto siamo alla circonvenzione di incapace!".

L'altro enorme problema è la mancanza di focus della storia. L'atmosfera di Caraval doveva essere magica e suggestiva, ambiente perfetto per una caccia al tesoro enigmatica, impenetrabile e arguta... ma la verità è che -soprattutto facendo le considerazioni con il senno di poi- mi è sembrato tutto a malapena abbozzato e in generale poco soddisfacente. Capisco la volontà di ideare indizi "generici" oltre che misteriosi, perché in teoria avrebbero dovuto adattarsi a diversi scenari (vista la partecipazione di molti giocatori), ma in questo caso gli indovinelli erano border-line sconclusionati. Suonavano alle mie orecchie come filastrocche altisonanti o come frasi ambigue quasi a livello di "incontrerai l'uomo dei tuoi sogni, che potrebbe essere biondo o anche moro, ma non escludo, perché no, anche rosso"... e le loro soluzioni variavano dal poco soddisfacente al non-specificato. Anche adesso, ripensandoci, non credo che sarei in grado di ripercorrere o spiegare il percorso seguito da Rossella nell'arrivare all'ultima tappa della caccia al tesoro... il che, considerando che tutta la storia dovrebbe ruotare su quello, non depone molto a suo favore.

E infine, vogliamo parlare dell'estenuante quanto inutile susseguirsi di 118mila plot-twist? Nella stragrande maggioranza dei casi non erano altro che film mentali della protagonista, basati su congetture traballanti e facilmente smentiti in maniera piuttosto pigra nel giro di pochissime pagine. Il crescendo del finale mi aveva quasi illusa di essere qualcosa di interessante sfruttando 1) il fatto che si trattasse della conclusione e 2) il serrato susseguirsi di avvenimenti, sensati o meno che fossero... ma a giochi finiti mi sono sentita un po' presa in giro dalla rivelazione conclusiva scontata e dalle questionabili scelte di vita della protagonista. Insomma, l'unico sostanziale plot-twist è spoilerato praticamente nella prima riga della quarta di copertina e Ricorda, è solo un gioco... viene ripetuto circa cinquecentomila volte mal contate nel corso della narrazione. A onor del vero, se non altro vengono date delle motivazioni e viene marginalmente spiegato il "perché" se non il "come" di tutta la messa in scena... ma alla fine ero talmente arrabbiata con tutti i personaggi che non sono riuscita proprio a focalizzarmi sui "buoni intenti" al di sotto della montagna di orribili azioni commesse da tutti. D'altronde, non si dice la strada per l'inferno sia lastricata di buone intenzioni? Eccone un ottimo esempio.
photo credit @desi_ceccina
Avrei apprezzato molto di più se sul finale l'autrice avesse avuto il coraggio andare contro le aspettative rivelando che, proprio come la caccia al tesoro di Caraval e il rapimento di Donatella, anche il coinvolgimento di Julian e i suoi sentimenti fossero state delle montature costruite ad arte, e avesse fatto proseguire di lì in poi Rossella con un minimo di crescita personale, una maggiore maturità e capacità di affrontare difficoltà e inganni. O se, ancora meglio, Rossella di fosse rifiutata di accettare la patetica dichiarazione d'amore di Julian "era-tutta-una-menzogna-ma-in-realtà-non-lo-era-giuro-perché-tu-sei-così-speciale-e-mi-hai-fatto-innamorare" dimostrando un po' di amor proprio. E invece la Garber ha seguito la strada più banale, con una rivelazione più esasperante che inaspettata e una riappacificazione che mi ha lasciata con l'amaro in bocca.

Quindi, per fare il punto, non sono per nulla riuscita a connettere con i personaggi: tutti i loro comportamenti sciocchi o i loro cambiamenti repentini di idea mi hanno solo dato fastidio. In altri libri, magari, sarei stata in grado di interpretare queste "incoerenze" come accurate rappresentazioni delle sfaccettature e della fallibilità umana, come difetti e pregi di personaggi realistici... ma non è decisamente questo il caso. Non mi sono piaciuti lo sviluppo della storia, la superficialità o meglio "l'inesistenza" della relazione sentimentale tra i due protagonisti, i plot-twist caotici e/o scontati e il finale in generale.
LOL. Non mi è piaciuto praticamente niente di questo libro.

Vogliamo parlare un attimo di qualche aspetto positivo? A tratti, soprattutto all'inizio, sembrava che  da qualche parte fosse nascosto un embrione di storia interessante che, sfruttando a pieno le potenzialità magiche e aggiungendo dei plot-twist degni di questo nome, o riconnettendosi al passato di Legend e della famiglia di Rossella e Donatella, avrebbe potuto dare il via ad una caccia al tesoro magica ben più avventurosa e intrigante di quella limitata ai confini di Caraval... e invece, in questo primo libro, tutte le mie aspettative sono state deluse.
Una parte di me, a dire il vero,  un po' ci spera che nel secondo volume vi possa essere un'evoluzione della complessità e della portata del mistero di Legend... ed è per questo che, contrariamente a quello che mi suggerisce il buonsenso, ho preso in prestito in biblioteca Legend (titolo originario Legendary), seguendo un po' l'esempio dell'impeccabile coerenza di Rossella.

In conclusione, un piccolo disclaimer. Sono consapevole che questo libro non sia la peggior aberrazione creata dal genere umano, a dispetto dei miei toni altamente iperbolici, e sono ancor più consapevole di aver invece apprezzato libri con molti più difetti/luoghi comuni/punti deboli di questo. Se questo libro vi piace e vi affascina, sono contenta che la lettura vi abbia recato gioia e soddisfazione, ma non riesco in tutta onestà a farmi bastare queste considerazioni per essere più clemente nel giudizio. Quindi per me sono due stelline o poco più, perché non posso proprio ignorare tutto il fastidio e l'indignazione probabilmente esagerati, lo ammetto provati durante la lettura.

E comunque Donatella è una sociopatica.


A presto,
Serena


P.S.: vi consiglio caldamente di andare a visitare i profili delle artiste che hanno creato le illustrazioni che ho inserito nella recensione (i link sono riportati in didascalia). Su IG si trovano delle vere perle book-themed.

domenica 4 agosto 2019

TBR Agosto 2019

Benritrovati :) 

Preparare la TBR di Agosto è stato un puro esercizio di stile, perché non esiste che io riesca a rispettarla, anche solo lontanamente. Ho un viaggetto in programma (quindi i cartacei sono svantaggiati), degli "affari" da mettere in ordine per settembre che mi richiederanno del tempo, ma anche un orgoglio di lettrice che mi spinge a cercare di terminare tutti i libri presi in prestito in biblioteca. Quindi, anche questa volta, si tratta di una lista più ispirazionale che realistica.



Iniziamo con La Corte di Nebbia e Furia di Sarah J. Maas. L’ho iniziato a giugno su un'onda di entusiasmo per poi bloccarmi a metà senza un vero motivo. E adesso devo impegnarmi a finirlo, altrimenti se ne riparla nel 2022. Mi conosco. 
A seguire, avrei intenzione di leggere Magic di V. E. Schwab (in originale "A darker shade of magic"). Mi sono permessa di utilizzare la copertina originale in questo post, perché il titolo tradotto e la cover italiana sono talmente generici da causarmi sbadigli incontrollati ogni volta che li guardo. Anche qui, si tratta del primo volume di una serie molto amata nella Book Community, il che a questo punto non vuol dire assolutamente nulla: potrei avere tra le mani un gioiello come Carry on, una ciofeca come Caraval (post in arrivo, n.d.b.) o un ‘Meh’ come ACOTAR. Vedremo.
Adesso le cose iniziano ad essere vagamente ridicole, con l’accoppiata di sequel dai titoli stravolti: Legend di Stephanie Garber e Legend di V. E. Schwab.
Esatto 😐.
Se già non capisco appieno il motivo che può spingere a trasformare "Legendary" in "Legend" per il libro della Garber, ancor di meno comprendo il processo logico che ha portato a martoriare "A gathering of shadows" per farlo diventare banalmente "Legend" (della Schwab). Magari comprenderò leggendo ma sono scettica
Ma soprattutto, la vera domanda è: perché auto-infliggermi il seguito di Caraval se il primo mi ha fatto così ribrezzo? Per due motivi: 1) l’ho prenotato prima di iniziare la serie, ormai era in viaggio e non potevo annullare la prenotazione, 2) una para-ossatura di storia interessante c’era nel primo, quindi, magari, e dico magari, il secondo può essere leggermente migliore del primo...? In ogni caso, le speranze sono poche e mi sono assolutamente preparata alla possibilità di abbandonarlo malamente se le cose dovessero prendere la stessa piega del primo.
Concludiamo con Skyward di Brandon Sanderson (anche questo, prenotato in biblioteca in un evidente sfoggio di "passo più lungo della gamba") e Shadowhunters - Le Cornache dell'Accademia che, essendo suddiviso in novelle, dovrebbe aiutarmi ad andare avanti con le letture nei giorni in cui non ho tempo o sono troppo stanca per dedicarmi ad un libro più pasciuto.

Come già accennato, ho seri dubbi sulla mia capacità di rispettare la TBR questo mese perché? Quando mai l'ho fatto?? ma, se tutto va bene e non lo fa mai, i prossimi tre post del blog dovrebbero essere di contenuto effettivo e non solo Wrap-Ups/TBR.
Lo so, inaudito.


A presto!
Serena

domenica 28 luglio 2019

Wrap-Up Luglio 2019

Whoops-a-daisy.

Questo mese proprio non mi sono regolata.

La precedente TBR è stata ancora una volta defenestrata per cercare di mettere una pezza alla mia assoluta incapacità di programmare (tra le altre cose) le prenotazioni dei libri in biblioteca.
Con l'avvicinarsi della chiusura estiva delle biblioteche, avevo provato a far scorta di libri facendomi due conti sui tempi di rientro e consegna, e prenotando diversi titoli assortiti.... Peccato che io abbia ampiamente sottovalutato il sistema di corrieri e la diligenza dei lettori che mi hanno preceduta, trovandomi così con 6 libri arrivati tutti insieme e troppo presto. Molti dei titoli non sono nemmeno rinnovabili, perché già prenotati da altri, quindi la mia priorità assoluta è diventata leggere tutto e subito, in modo da rispettare le scadenze, da brava persona.
In realtà un po' la cosa mi ha fatto bene, perché dopo due settimane di semi-blocco, mi sono sparata 3 libri in 10 giorni della serie, rendere al meglio sotto pressione e non ho fatto nemmeno troppa fatica.

Background pattern's author: Vector Art

Carry On di Rainbow Rowell        ✩✩✩✩✩
Caraval di Stephanie Garber        ✩✩
L'orso e l'usignolo di Katherine Arden        ✩✩✩✩

In progress:
The Unhoneymooners di Christina Lauren



Il re incontestato delle mie letture di luglio è Carry On di Rainbow Rowell. Questo libro mi è piaciuto tantissimo. Mi aspettavo una roba super angsty con la classica struttura da romance, e invece mi sono trovata tra le mani una bomboniera (anche con qualche sfumatura angsty, ma nella quantità e nei punti giusti). Non mi capitava da un po' di sentirmi attivamente contenta mentre leggevo un libro.
Con Caraval invece è stata tutta un'altra storia. Credo di averlo finito a tempo di record sull'onda dell' hate-read passando tutto il tempo a insultare ad alta voce i personaggi. Il mio fastidio è tale che potrei arrivare a scrivere un post dedicato nei prossimi giorni. Ritenetevi avvertiti.
L'orso e l'usignolo è stata esattamente la lettura di cui avevo bisogno dopo quella ciofeca di Caraval. È ben scritto, con una storia originale e lirica, zero love stories a caso, ambientazione di ispirazione russa ben costruita, affascinanti elementi di magia e folklore mischiati alla vita quotidiana.... uno spettacolo insomma. Potrei anche decidere di aumentare il giudizio a 4 stelline e mezza, se tra qualche settimana mi sentirò ancora così entusiasta riguardo al libro.
Per finire, mi sono concessa una pausa romance con The Unhoneymooners, perché ne avevo bisogno (e tanto in media questi libri mi prendono giusto due sere, come tempo di lettura). Il mio cervello anelava a letture leggere, rapide e confortevolmente prevedibili senza i personaggi insopportabili e i segreti di Pulcinella di Caraval. Mamma quanto rancore inaspettato per quel libro. Attualmente sono a due terzi del libro ma conto di terminarlo entro la fine di luglio, per poi tornare ai fantasy YA che al momento sembrano chiamare a gran voce il mio nome. Ma di questo parleremo nella prossima TBR 😉.

A presto con la TBR di Agosto e -se mi sentirò ispirata- un rant esagerato su Caraval 😈.
Serena

domenica 21 luglio 2019

Most anticipated books - Autunno 2019

Questo post nasce come un probabilmente fallimentare tentativo di mettere ordine nella mia testa e nella mia WishList, in preparazione per questo ricchissimo (e verosimilmente dispendiosissimo) autunno.
Ci sono tanti fattori che stanno partecipando alla congiura per svuotare il mio portafogli, a partire dalla sfacciatissima fortuna avuta dalla sottoscritta in termini di libri strepitosi letti nel 2019 (rigorosamente tutti tratti da serie, perché ormai nemmeno le istruzioni Ikea sono auto-conclusive), proseguendo con il sostanzioso buono-regalo ottenuto dall'amica libraia (uno dei tanti perks di lavorare durante le vacanze in una libreria) e, last but not least, il fatto che la Oscar Vault (che gestisce il filone fantasy/YA della Mondadori) si sia dato ad un re-branding galoppante, con carrettate di annunci interessantissimi per i prossimi mesi/anni. 

Un tempo r
Tutte finte lamentele eh. Sono super-entusiasta delle notizie che sento ultimamente nel panorama fantasy/ya italiano dalle case editrici. 

Dal momento che lo scopo egoistico del post è quello di definire delle priorità e di auto-impormi una certa regola nell'acquisto delle prossime uscite, ordinerò i titoli in maniera del tutto arbitraria, basandomi sul mio livello di hype e considerando un totale di 4 libri acquistabili (non temete, il resto verrà letto probabilmente sfruttando le fornitissime biblioteche della mia provincia, che tanta gioia mi regalano sempre).

Cominciamo.


1. Al primo posto, troviamo La memoria di Babel di Christelle Dabos.

fonte: sito edizioni e/o
Si tratta del terzo volume della serie francese "L'Attraversaspecchi", in uscita per le edizioni e/o il 9 ottobre 2019.
Questo è indubbiamente il titolo che aspetto con più trepidazione e non mi sono posta nemmeno per un istante il problema del trattenermi dal comprarlo. Ho scoperto la serie solo questa primavera e me ne sono perdutamente innamorata. L'ambientazione mi ha rapita dal primo istante, il world-building è a dir poco affascinante e mi sono affezionata a tutti i personaggi. Altro punto a favore, la storia non ruota unicamente intorno ad una love story, anzi...
Nel mio mondo ideale avrei già tra le mani il terzo e il quarto volume (in uscita in Francia questo novembre) e lo studio Ghibli starebbe lavorando su un adattamento in forma di lungometraggio animato.




2. Al secondo posto: The Wicked King di Holly Black


Non ho genuinamente modo di giustificare la presenza di questo libro in classifica, né la sua posizione così alta, se non usando la carta guilty pleasure. 
Il principe crudele è stato un ENORME guilty pleasure per la sottoscritta. E' pieno zeppo dei più triti cliché del panorama YA, ma si dà il caso che Holly Black abbia scelto esattamente tutti i book-tropes che mi colpiscono nel tallone d'Achille letterario.  Mi ero dedicata alla lettura senza troppe aspettative, considerando le mie precedenti sfortunate esperienze con i libri della Black, e il primo volume mi ha beccata del tutto impreparata. L'ho finito nel giro di 24 ore e mi sono staccata dal libro giusto per il tempo strettamente necessario per gestire irrimandabili cause di forza maggiore. 
Questo secondo volume sarà edito in Italia per Mondadori a settembre 2019 (non sono riuscita a trovare una comunicazione ufficiale sulla data, ma ho letto in giro il 17 settembre 2019), mentre nei paesi di lingua anglofona è di prossima pubblicazione il terzo volume della serie: Queen of Nothing (19 novembre 2019).


3. A seguire: Wayward Son di Rainbow Rowell


In terza posizione ho piazzato una relativa new entry nella mia WishList. 
Onestamente, avrei dibattuto più a lungo sull'ordine in classifica di questo libro e del precedente, se non fosse che, di fatto, sto un po' barando con Wayward Son: ho pre-ordinato una copia nel momento stesso in cui ho finito Carry On
Ho letto Fangirl della stessa autrice e l'ho trovato estremamente carino e relatable, ma nulla mi ha preparata a quanto in fretta mi sarei innamorata del suo spin-off Carry On. Ho quindi deciso di fare una pazzia e ordinare il seguito, e -fortunatamente- non me ne sono ancora pentita. 
La pubblicazione in lingua originale è prevista per il 24 settembre 2019 (anche se l'edizione UK che ho scelto io non uscirà prima del 3 ottobre 2019).




4. In quarta posizione: The Mortal Instruments Graphic Novel - VOL 3 di Cassandra Clare e Cassandra Jean

Dal tumblr di Cassandra Jean, illustratrice della gn
Questo è l'ultimo libro di cui mi concederò l'acquisto questo autunno e non c'è molto da dire a riguardo: amo lo stile di disegno di Cassandra Jean, le storie della Clare sono sempre un must per me e non ho motivi per non voler continuare nella collezione di questi volumetti.
L'uscita di questa graphic novel (prevista per il 29 ottobre 2019) mi ricorda anche che nella mia libreria ci sono ben tre tomi giganti e intoccati (l'intera serie The Dark Arifices), una raccolta di racconti è attualmente sul mio comodino in attesa di essere finita e sono abbastanza certa che ci siano almeno altri due libri che, non solo non possiedo fisicamente, ma non sono nemmeno sicura di quando cronologicamente siano da leggere nella serie per evitare spoiler o riferimenti a personaggi non ancora introdotti. Insomma, nonostante la cadenza piuttosto lenta con cui la Clare pubblica i libri "principali" delle sue serie, quella donna riesce a generare spin-off e side-projects a ritmo di mitraglia; mi giro un attimo e ha pubblicato almeno 3 cose che non ho idea di collocare. Ma mi rifarò, lo sappiamo tutti ;)


5. Call down di hawk di Maggie Stiefvater


Questo è il primo grande escluso dal mio prossimo irresponsabile shopping spree. Per ora.
È il primo volume di una serie spin-off del Raven Cycle, incentrata sulle vicissitudini di Ronan Lynch, e a me non serve sapere altro per aggiungere alla mia WishList.
La pubblicazione americana del titolo è stata annunciata per il 4 novembre 2019.
Non è una questione di "se" questo libro entrerà nella mia libreria, ma di "quando". Sicuramente prima o poi questo volume riuscirà a farsi spazio nella mia vita, soprattutto considerando quanto io ami il Raven Cycle e, più in generale, lo stile di scrittura di Maggie Stiefvater. Per il momento cercherò di resistere alla tentazione e di concentrarmi sui numerosi libri che già si trovano sui miei scaffali in attesa di essere letti.






6. L'intera serie Nevernight di Jay Kristoff

fonte: Instagram @OSCARVAULT

Una delle più interessanti novità annunciate nel corso della prolifica campagna pubblicitaria di Oscar Mondadori Vault è senz'altro la serie Nevernight di Jay Kristoff. L'intera trilogia tradotta verrà pubblicata il 3 settembre 2019 e non vi nascono che sono rimasta piacevolmente scioccata quando l'ho scoperto. Non sono abituata a essere trattata coi guanti da una grande casa editrice, quindi ci ho messo un attimo a riprendermi 😉. Ad ogni modo, per quanto mi attirino la trama, le bellissime copertine e l'idea di avere una serie completa in libreria, per il momento ho deciso di astenermi dall'acquisto. Ho senza dubbio intenzione di accaparrarmi una copia dalla biblioteca non-appena la cosa sia fisicamente possibile, e chissà che la lettura del primo libro non mi spinga a comprarli tutti in blocco un po' come è successo con i libri di Christelle Dabos... . 



7.  Sei di corvi di Leigh Bardugo

Altra serie interessantissima sulla quale vorrei mettere le mani è la duologia composta da "Sei di Corvi" e "Il regno corrotto" di Leigh Bardugo. Qualche anno fa avevo letto il primo volume della trilogia "d'origine" Tenebre e Ghiaccio ma, nonostante mi fosse piaciuto molto, non ho mai trovato l'ispirazione per terminare l'intera serie. Oltre alla mia pigrizia, posso imputare parte della colpa anche all'interruzione della pubblicazione italiana per opera di Piemme, per non parlare degli spoiler relativi alla conclusione della storia che mi avevano fatto desistere dal continuare per paura di rimanerne delusa. Ciononostante, il mondo magico d'ispirazione russa descritto da Leigh Barugo mi affascina e, proprio per questo, sono contenta che finalmente anche in Italia siano stati importati gli spin-off (dalla nomea fenomenale su BookTube) con la stessa ambientazione. Per il momento, si hanno notizie certe della pubblicazione in Italia di Sei di Corvi il 24 settembre 2019 e de Il regno corrotto il 29 ottobre 2019.
I programmi di Mondadori sembrano prevedere anche la pubblicazione della trilogia d'origine nel corso del 2020 e va da sé che, per quanto la notizia mi riempia di giuoia & giubilo, non esiste che acquisti tutto in blocco a "scatola chiusa". Anche in questo caso, l'intenzione è quella di approfittare delle sempre meravigliosamente fornite biblioteche del mio territorio, e acquistare solamente in caso questa diventi la mia nuova serie preferita nella storia della letteratura. 
Possibilità che questo primato si verifichi? Pochissime.
Desiderio di leggere al più presto la serie nonostante questo? Over 9000.
Potete trovare più notizie QUI.



8. E per finire: Strange Planet di Nathan W Pyle




Ultimo membro della mia WishList è la raccolta di comics di Nathan W Pyle, artista che si è fatto conoscere tramite Instagram (@nathanwpylestrangeplanet) e mi ha stregata con le sue adorabili ed edificanti strisce aliene.
Dal momento che trovo le sue creazioni di una genialità e adorabilità esagerate, potrei essere spinta a riproporre questo piccolo gioiello in posizione un po' più alta nella WishList invernale... (sempre che ne faccia una... ma è molto probabile, perché: Natale).
Nel frattempo, la pubblicazione è prevista per il 19 novembre 2019.







Dunque, questi sono i libri che avrei intenzione di auto-regalarmi prossimamente o che, in ogni caso, leggerò in una qualche forma (potere della tessera della biblioteca, vieni a me!). Ce la metterò tutta per non farmi indurre in tentazione e limitarmi ai libri che ho posizionato nella top 4... Auguratemi buona fortuna 🙈


A presto con il Wrap-Up di Luglio!
Serena