sabato 2 marzo 2019

TBR Marzo 2019

Questo mese ho ritenuto opportuno mirare un po' più basso. 
E già così mi sa che ho esagerato, perché questi libri hanno spessori che variano dal "perbacco che volumetto" a "oddio, e questo come lo strizzo in libreria?!"

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Winter di Marissa Meyer
Come già accennato, ho deciso di ricominciare Winter dall'inizio (attualmente sono a metà libro), perché questa serie merita di meglio di una lettura confusionaria e sbocconcellata. Me lo voglio godere per bene.

Red Rising di Pierce Brown
Questa è una new entry inaspettata nella TBR. Questo libro mi è stato prestato con l'obbligo di leggerlo al più tardi ieri e fornire aggiornamenti e commenti live durante a lettura. E non sia mai che io deluda una cara amica.

Fidanzati dell'inverno di Christelle Dabos
Prestito fresco fresco di biblioteca e sono piuttosto curiosa. Anche questo ha uno spessore mica da ridere e infatti mi sono ripromessa di non prenotare altri libri in biblioteca, per lasciare spazio a Lady Midnight (vedi dopo).

Lady Midnight di Cassandra Clare
Ormai sono a corto di scuse per non iniziare questa serie. Prima era il desiderio di maratonarmi tutto d'un fiato, poi la mancanza di tempo, poi i prestiti in biblioteca in scadenza, poi mannaggia-però-ho-quella-serie-iniziata-e-dovrei-finirla... Adesso però devo leggerlo per forza. 
Senza considerare che sto schivando spoiler da settimane che neanche Neo.



Elementi che potrebbero minare la mia risolutezza sono 1) il malcelato desiderio di continuare subito la serie di Holly Black comprando The Wicked King se non fosse che l'ebook kindle ha un prezzo proibitivo e non ho nessuna voglia di spendere 10€ per una copia digitale 2) la tentazione di finire la trilogia di Leigh Bardugo, comparsa nella mia testa un po' a caso negli ultimi 10 giorni, 3) l'innegabile richiamo dei romanzi rosa in attesa nell'e-reader.
Voglio proprio veder quanto riuscirò a rispettare la TBR questo mese e sopratutto quali altre scuse vergognose riuscirò a inventare per rimandare la lettura di Lady Midnight.



Alla prossima!
Serena

giovedì 28 febbraio 2019

Wrap-Up Febbraio 2019


Mah, vi posso dire che pensavo di far peggio?
Onestamente mi aspettavo di leggere un massimo di 2 libri e di non rispettare nemmeno un titolo della TBR di febbraio, e invece... 

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La Chimera di Praga di Laini Taylor   
Rebel: La nuova alba di Alwyn Hamilton   
Il principe crudele di Holly Black   


Ho finalmente terminato (e restituito alla proprietaria) La Chimera di Praga, sul quale ho alcuni appunti che vorrei condividere sul blog (tra qualche giorno, si spera) e -spoiler alert- nessuna intenzione di continuare la serie. Sono anche riuscita a terminare la trilogia Rebel of the Sands di Alwyn Hamilton con l'ultimo volume Rebel: La nuova alba e sono felice di potermi dichiarare soddisfatta dell'intera trilogia. Ma soprattutto, questo mese ho divorato a sorpresa Il principe crudele di Holly Black. Avevo aspettative bassissime su questo libro, un po' perché venivo dalla cocente delusione de La Chimera di Praga e un po' perché tutti i libri della Black letti finora non mi avevano dato molte soddisfazioni.... E invece questo mi ha beccato tutti i soft spot possibili e immaginabili, a riprova del fatto che, okay, che palle i cliché, ma se l'autore inanella la serie dei cliché che ti piacciono non ce n'è per nessuno.
Ah, e sono a metà di Winter (volume finale delle Cronache lunari di Marissa Meyer) che ho deciso di ricominciare dall'inizio nonostante lo avessi parzialmente letto un paio di anni fa, per ovvi motivi non ricordavo quasi una cippa
Quindi okay, Lara Jean e Lady Midnight sono stati sbalzati al mese successivo, ma era un'eventualità che davo quasi per certa, considerato che 6 libri al mese per la mia media è tantino...

Insomma, direi che anche questo mese è andata sorprendentemente bene. Vai così.


Alla prossima,
Serena

venerdì 1 febbraio 2019

TBR Febbraio 2019

Nuovo mese, nuova dichiarazione d'intenti pronta per non essere rispettata.

Questo post sarà dedicato alla mia TBR per il mese di febbraio
Onestamente non mi aspetto di rispettare in pieno questo elenco, né ho intenzione di stressarmi per costringermi a farlo, ma desidero semplicemente tenere traccia di come e quanto le mie letture siano influenzate da cambi d'umore o ispirazioni repentine.
Un evidente minimo comun denominatore per questa TBR è senz'altro il rinnovato desiderio di concludere qualche serie lasciata in sospeso. La fatica fatta per ri-ambientarmi durante la lettura di The Raven King (che pur ho amato dalla prima all'ultima pagina) mi ha scatenato l'impulso di portare a termine qualcuna delle mie serie iniziate, prima di scordare del tutto la trama dei libri precedenti.
Abbiamo dunque: 

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Rebel - Una nuova alba di Alwyn Hamilton
Terzo ed ultimo (?) volume di una serie fantasy di ambientazione arabeggiante. Avevo apprezzato molto i primi due libri ma ero stata distratta dalla lettura del terzo, per motivi che non ricordo. Meglio darmi da fare prima di rimuovere tutta la storia precedente in blocco 😅.

Tua per sempre, Lara Jean di Jenny Han
Dal momento che ho appena letto gli altri libri della serie, ho tutte le intenzioni di battere il ferro finché è caldo. Anche perché questo genere è troppo soggetto ai miei sbalzi di umore e rischia di essere accantonato non appena la mia caratteristica insofferenza per i contemporary YA tornerà a farsi sentire. 

Winter - Cronache lunari di Marissa Meyer
Inizio ad essere ripetitiva. Per fortuna è l'ultimo "sequel" della lista.
Ricordo di aver iniziato questo libro diverso tempo fa e di essere stata sopraffatta dal quantitativo esorbitante di avvenimenti condensati nella prima sezione del libro. Succedeva di tutto  e ancora non ero nemmeno arrivata a metà volume. Alla fine ero quasi esausta.... ma ora sono carica e pronta a finirlo. 

La chimera di Praga di Laini Taylor
Ho un rapporto difficile con questo libro. Mi è stato prestato da un'amica (ormai da santificare) più di un anno fa e mi voglio costringere a finirlo. Sto avendo tanti problemi con la protagonista e con gli angeli (uno degli elementi paranormali della storia). Non c'è niente da fare, gli angeli non mi piacciono in nessuna accezione nei libri. Ma ce la devo fare e restituire il libro a quella santa donna.

Il principe crudele di Holly Black
Posso dire una cosa impopolare? Non amo molto la scrittura di Holly Black. O meglio, non ho ancora trovato un libro di Holly Black che sia riuscito a coinvolgermi e convincermi appieno. Ma voglio provarci di nuovo con questo primo volume, soprattutto vista l'hype che circonda la serie nella BookTube community.

Lady Midnight di Cassandra Clare
Incredibile ma vero, non l'ho ancora letto. 
Conoscendomi, e conoscendo il mio rapporto con i libri della Clare, ho deciso di rimandare la lettura fino a quando non avessi avuto sottomano l'intera trilogia. E mi è appena arrivato l'ultimo volume (comprati in inglese). Finalmente posso iniziale la serie e maratonarmela con gioia 😍.



Questo è il mio piano d'attacco per il mese di febbraio, con nessun ordine preciso da seguire. Ho solo intenzione di lasciare il libro della Clare per ultimo, perché già so che dopo il primo vorrò continuare la marotona, mentre gli altri libri nominati (eccezion fatta per La chimera di Praga) sono prestiti della biblioteca e devono essere terminati entro un lasso di tempo ragionevole.
E dai dai dai.


Alla prossima,
Serena

mercoledì 30 gennaio 2019

Wrap-Up Gennaio 2019

Buon anno a tutti :) 
Il 30 di gennaio. Sempre sul pezzo. Va beh, lasciamo perdere.
A dicembre avevo accarezzato l'idea di fare il classico post Best of  2018, o qualcosa del genere, ma mi sono resa conto di essere particolarmente confusa riguardo alle mie letture dell'anno (nonostante l'aiuto della Challenge di Goodreads). Vediamo se quest'anno, con dei post riepilogativi mensili, riesco a tenere traccia di quello che ho letto e, soprattutto, delle differenze tra le intenzioni delle TBRs mensili e la dura realtà testimoniata dai Wrap Ups.

Per questo mese di gennaio abbiamo: 

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Tutte le volte che ho scritto Ti Amo di Jenny Han   
P.S. Ti amo ancora di Jenny Han   
The Mortal Instruments - Graphic Novel VOL I di Cassandra Jean e Cassandra Clare   
The Raven King di Maggie Stiefvater   
Size Matters di Alison Bliss   

In generale, sono parecchio soddisfatta delle letture di questo mese. 
Ho trovato i libri di Jenny Han molto carini, nonostante la mia diffidenza per i contemporary YA e ho intenzione di leggere l'ultimo libro della trilogia a febbraio; ho adorato la graphic novel illustrata da Cassandra Jean, ma non è sorprendente visto quando amo il suo stile di disegno, e soprattutto ho amato The Rave King di Maggie Stiefvater. Devo ammettere di aver fatto un po' fatica all'inizio, perché devo aver letto il volume precedente del Raven Cycle almeno 2 anni fa, ma ne è valsa la pena. Lo stile di scrittura della Stiefvater è un sogno, soprattutto in lingua originale (non che avessi scelta dato che la Rizzoli ha smesso di pubblicare la serie al secondo volume). Infine, ci voleva il solito tocco di rosa, e quindi ecco un innocuo ma godibilissimo Size Matters di Alison Bliss. 
Vai così che questo mese è stato uno spettacolo.


A presto,
Serena

domenica 21 ottobre 2018

Commento ergo sum: Victoria - season 2



Qualcuno forse lo ricorderà dai miei passati post: il mio grande amore televisivo del 2016 era stato indubbiamente il period drama "Victoria", prodotto dalla britannica ITV (e trasmesso in Italia l'anno successivo su Canale 5). La mia infatuazione è stata tale da spingermi addirittura a dedicare un paio di post a questa serie (proprio io che posto con la frequenza di un periodo orbitale di Nettuno) e ad acquistare il DVD al volo, dato che già presagivo un numero vergognoso di ri-visioni (perché: Albert).
Con l'avvinarsi della messa in onda sella seconda stagione, tuttavia, ho iniziato a domandarmi cosa si sarebbero inventati gli sceneggiatori per mantenere alto il tasso d'interesse della serie. In fin dei conti, nel corso della prima stagione erano già stati affrontati i temi apparentemente più "attraenti" per una serie televisiva, ovvero il will-they-won't-they (o meglio, il when-they-how-they, considerando che stiamo parlando di fatti storici) e le prime difficoltà della giovane coppia nella "ripartizione dei poteri" tra vita privata e istituzionale.... e, diciamoci la verità, per quanto la sottoscritta apprezzi un sano documentario storico, una spolverata di melodramma sentimentale ci vuole in un period drama.
E dunque: cosa ne penso di questa seconda stagione di Victoria?

Solo amore e ammirazione da parte mia.
Anche questa volta, il mio coriaceo cuoricino di Grinch televisivo si è sciolto senza riserve.
Nuovamente, gli sceneggiatori sono stati in grado di portare in vita tutta l'eleganza e la regalità della corte vittoriana, infondendo però i personaggi di umanità, difetti e percorsi di crescita realistici. Tutto questo è stato utilizzato come incantevole cornice e legante per gli avvenimenti storici rappresentati nei vari episodi, tra i quali: la guerra Anglo-afghana, la carestia in Irlanda del 1845, le dispute diplomatiche con il re di Francia Luigi Filippo I, e l'abolizione dei dazi sul grano, che ha portato alla crisi del partito conservatore e alle dimissioni del Primo Ministro, Lord Peel (che a noi piace ricordare come il BFF di Albert).  

Contrariamente alle aspettative, gran parte del melodramma è stato riservato ai maschietti della serie, con Ernest e i suoi languori d'amore, la love story fatta di struggenti scambi di sguardi di Lord Alfred e Drummond, e soprattutto Albert e le sue crisi di identità, con la scoperta molto soap-operistica della forse paternità dello zio Leopold. E d'altronde, se c'è qualcuno che può farmi accettare scene teatralmente simboliche come questa: 


senza battere ciglio o roteare gli occhi fino a slogarmeli non questionate la mia anatomia, quello è Tom Hughes. Questa rivelazione, in particolare, viene sviluppata e affrontata nel corso di diversi episodi, con il sempre integerrimo e onesto Albert che si ritrova, destabilizzato e profondamente turbato, a mettere in dubbio il proprio senso di legittimità, appartenenza e onore. Ma non tutti i mali vengono per nuocere, infatti questa sua crisi personale lo porta non solo a rafforzare ulteriormente il legame con Victoria, ma anche a osservare con una compassione e comprensione diversa gli errori altrui e le sue stesse aspettative nei confronti delle persone che lo circondano. Senza considerare che questa controversa questione ci ha regalato anche un meraviglioso siparietto tra un Albert adorabilmente ubriaco e un Ernest che lo sfotteva in allegria.



Non crediate comunque che la regina abbia fatto da comparsa nella sua stessa serie; anche Vittoria affronta questioni rilevanti e complesse, come la depressione post-parto, l'annosa ricerca di un equilibrio tra il suo radicato senso di responsabilità e l'istintivo desiderio di libertà, e la gestione delle crisi interazionale, così come quelle interne. Ancora una volta Jenna Coleman ha avuto modo di sfoderare tutto il suo talento e la sua versatilità, guadagnandosi ammirazione e apprezzamento a 360° per favore apprezzate il fatto che io non abbia sparato nemmeno una battuta velenosa su Clara Oswald

Awwwww....

Insomma, ho amato molto anche questa stagione. Ho apprezzato la varietà dei temi toccati, i conflitti emotivi presentati (e ottimamente rappresentati dagli attori) la sottigliezza e il tatto con cui sono stati divulgati i messaggi nei vari episodi (il più delle volte, almeno. Di tanto in tanto mi è quasi sembrato di sentire le gomitatine degli sceneggiatori contro le mie metaforiche costole) e, ancora una volta, la rappresentazione della passionale (e talvolta burrascosa) relazione di Vittoria e Albert. 
In aggiunta, ho trovato gradevoli anche le side stories di Ernest (quando non faceva gli occhi dolci alla Duchessa Harriet, perché lì diventava una palla) e dei molteplici Lord e politici che facevano le loro comparsate nei vari episodi ma, mi spiace, di Miss Skerrett e del cuoco Francatelli continua a non importarmi una ceppa.

Con questa stagione diciamo purtroppo addio a Lord Melbourn (Rufus Sewell, per favore partecipa a più produzioni che già ci manchi), Dash, Robert Peel, Drummond, la baronessa Lehzen e soprattutto a quel gran pezzo di scozzese che faceva a corte a Nancy Skerrett nell'episodio 7 (The King Over the Water) poi qualcuno mi spiega chi, nel pieno possesso delle proprie facoltà, rifiuterebbe un Highlander per un Francatelli.





E per concludere e tenervi compagnia fino alla terza stagione, ecco qualche meraviglioso estratto in .gif della magnificente adorabilità di Albert.


(che ve lo dico a fare, qui stava parlando dei water XD)




LOL. L'espressione di Vittoria nell'ultima gif dice tutto.






La prossima stagione dovrebbe andare in onda nel Regno Unito, salvo inconvenienti, nei primi mesi del 2019, ma non è ancora stata annunciata una data precisa.  Per il momento...


QUEEN, OUT.



Alla prossima,
Serena




Credits per le .gif dei vari episodi: WhiteChapael , VicbertSource & VictoriaSeries

mercoledì 17 ottobre 2018

Doctor Who 9x02 - The Witch's Familiar

***
Disclaimer
Dal momento che il Commento alla prima metà di questo doppio episodio è stato pubblicato dalla sottoscritta nel 2015 (mamma, la vergogna), il mio consiglio spassionato è di andare a rinfrescarsi la memoria qui:
***
Detto questo, partiamo con il secondo tentativo di commento a The Witch's Familiar.



Dunque, Clara e Missy sono ancora vive.
Alzi la mano chi è sorpreso.


Per spiegarci come, Missy inizia un racconto-teatrino che, a dire il vero, mi ha divertita un mondo.



Why does the Doctor always survive? 
Because he always assumes that he’s going to win


Mentre Clara e Missy rientrano di nascosto nella città dei Dalek passando per le loro fogne/cimitero (effettivamente i Dalek non mi sembrano tipi da onorare i loro morti), il Dottore è intento a rubare il trono meccanico a Davros e a minacciare i Dalek: è arrabbiato, rivuole Clara. E la rivuole adesso.


Questo breve siparietto in realtà serve soprattutto per mostrarci quanto il Dottore sia arrabbiato per la "morte" di Clara, e a farci intuire cosa sarebbe in grado di fare in caso i suoi timori fossero confermati. A quanto pare, infatti, il moribondo Davros è collegato alla "forza vitale" di tutti i Dalek, legame che gli consente di rimanere appena in vita sfruttando la loro energia, ma che fornisce anche al Dottore una connessione da poter potenzialmente sfruttare per sterminare tutti i Dalek in un istante.

Genocide in a moment. Such a slaughter.
Not in self-defense, not as a simple act of war, but genocide as a choice.
Are you ready, Doctor? 
Are you ready to be a God?

E per un attimo sembra di vedere la tentazione sul volto del Dottore, sembra balenargli in testa quanto sarebbe facile prevenire altra distruzione per opera dei Dalek, con un'azione che nessuno avrebbe mai scoperto... nemmeno Clara. Eppure lui è il Dottore. Sempre e comunque il Dottore.



Davros sta morendo e ha convocato il Dottore, facendo leva su un suo fantomatico senso di colpa... e subito ci fa domandare cosa sia davvero successo in quel campo di battaglia, molti secoli prima, quando il Dottore "con le sopracciglia" ha incontrato il piccolo Davros in difficoltà.
Nell'ultimo giorno della sua esistenza, Davros vuole mostrare al Dottore quanto in realtà loro due siano uguali, sia nelle loro azioni più nefaste che nelle loro nobili intenzioni. I suoi ultimi desideri sono di guardare il Dottore negli occhi, con i suoi veri occhi, e guardare il sole sorgere...

O forse no. 

Perché quando il Dottore, preso dalla compassione, si offre di regalare a Davros un po' della sua Energia Rigenerativa, si trova in realtà intrappolato e raggirato nel Rigenerare tutti Dalek di Skaro, dando origine ad una nuova generazione di guerrieri spietati e inarrestabili...


O forse no. 

In fondo lo sappiamo tutti che il Dottore sarà pure misericordioso, ma non di certo uno stupido: sapeva esattamente a cosa mirasse Davros e lo ha lasciato fare, per potergli ritorcere contro la sua stessa trappola. L'Energia Rigenerativa infatti non ha solo potenziato i Dalek sotto il controllo di Davros, ma anche le migliaia di Dalek "dismessi" e in decomposizione nel sottosuolo di Skaro... e adesso i morti stanno risorgendo pieni di vendetta e odio. Perché:

No one hates like a Dalek


In tutto questo, Clara e Missy erano nel bel mezzo di una "consegna di prigionieri", con Clara nascosta dentro ad una armatura Dalek per mimetizzarsi e intrufolarsi nella loro fortezza, usando la vecchia scusa di "consegnare la prigioniera" Missy. E qui partono i richiami all'episodio 7x01 (e un pochinino, poco poco, anche all' 8x02), perché se Clara non si fa un giretto dentro ad un Dalek almeno una volta per stagione, ormai non è una serie ufficiale di Doctor Who. Ovviamente Missy  fa il doppio gioco e cerca prima di consegnare Clara ai Dalek come merce di scambio, e poi di convincere il Dottore a uccidere il "Dalek che ha assassinato Clara Oswald" (dentro al quale è in realtà intrappolata la stessa Clara)


Tuttavia il piano di Missy non funziona, perché quando il Dottore sente il Dalek nominare la 'misericordia' capisce che è qualcosa che non quadra e riconosce Clara.
Ma come possono i Dalek conoscere il concetto di pietà? Perché le urla disperate di Clara non sono state distorte nel solito EXTERMINATE! come era successo a tutti i suoi altri tentativi di parola?

Ed eccoci dunque ritornare sul quel campo di battaglia, secoli prima, con il Dottore che salva Clara nell'unico modo davvero dottoresco: salvando la vita al piccolo Davros e inculcandogli, che gli piaccia o meno, il seme della misericordia in qualche angolo remoto della mente, da tramandare alle sue spietate creature.



Oltre alla gioia intrinseca regalataci da questa avventura/parabola del Dottore, in questo episodio viene per la prima volta nominata la Profezia che sarà il leitmotiv dell'intera stagione, una Profezia che parla di un Ibrido inarrestabile, nato dalla fusione di due guerrieri.
A chi si riferisce questa profezia? Alla nuova generazione di Dalek-TimeLord che il Davros voleva generare? O alla più diretta spiegazione di Missy?

Doctor... In a way, this is why I gave her to you in the first place.
To make you see.
The friend inside the enemy, the enemy inside the friend.
Everyone's a bit of both.



E ora veniamo alle conclusioni personali. Mi è piaciuto questo episodio? Sì, mi è piaciuto tanto. Ho apprezzato molto l'idea di base, i richiami agli altri episodi e al sempre presente conflitto interno del Dottore, così come ho amato la classica Scappatoia all'Ultimo Secondo, condita sempre un po' in salsa burlona dal Dottore. Nonostante le spiritosaggini iniziali di Missy, questa sì che è una classica avventura del Dottore, che fa un po' ridere, un po' commuovere e un po' pensare.
La presenza di Missy, poi, è sempre una gioia, e anche Clara non mi è dispiaciuta... sarà perché ha fatto poco nell'episodio, sarà perché so già che questa è l'ultima serie con questa companion, o forse perché questa volta la sceneggiatura invece che inserire il solito siparietto arrogante alla Clara ha dato occasione alla bravissima Jenna Coleman di far brillare il suo talento (la scena dentro al Dalek è stata uno spettacolo).
Onestamente parlando, la questione dell'ibrido mi lascia leggermente perplessa... Probabilmente perché ho un vago ricordo di come si concluda tutto il mistero, e ricordo chiaramente di essere rimasta un po' delusa dalla spiegazione.... ma vedremo con questa seconda ri-visione se le mie impressioni cambieranno o meno.
Ancora una volta è bastato un solo episodio, dopo moltissimi mesi, a ricordarmi quanto davvero io ami e apprezzi il Dottore di Capaldi. E ho tutte le intenzioni di godermi queste prossime avventure...




...ma gli Occhiali Sonici, proprio NO.



Alla prossima,
Serena





Credits per le .gif: telefilmaddicted , FAFANA20 & BlueBoxSeries